TrendZegna, lo stile è di famiglia
Per il primo show che vede ufficialmente l’ingresso della quarta generazione ai vertici del marchio, Alessandro Sartori rivisita con occhio moderno le icone del guardaroba maschile. Con l’allestimento che riproduce un grande armadio attraverso le epoche «Mi sento custode di questa tradizione», dice. «I nostri clienti sono come collezionisti»

Un testimone che si passa tra generazioni. Come un abito concepito per durare nel tempo. Come l’eredità di un’azienda di famiglia. Come la fiaccola olimpica consegnata di mano in mano dai tedofori. L’idea di tramandare valori è il cuore dello show di Zegna che ha inaugurato la Milano fashion week con un allestimento all’interno del Palazzo del ghiaccio, pensato per riprodurre un armadio ideale in cui sono custoditi i capi posseduti dalla famiglia fondatrice. Si parte dall’abito n.1, il primo realizzato su misura negli anni 30 per il Conte Ermenegildo Zegna, conservato in una teca come un orologio da collezione per poi passare a quei pezzi, conservati perfettamente nelle ante del grande guardaroba centrale, delle famiglie di Gildo e Paolo Zegna, rappresentanti della terza generazione. Che recentemente ha passato il testimone ad Angelo ed Edoardo, co-ceo del marchio.

Tutto nel segno della famiglia appunto. «Mi sento il custode di questo armadio che attraversa quattro generazioni», sottolinea il direttore artistico Alessandro Sartori, tenendo tra le mani il cappotto che Gildo Zegna ha scelto di indossare per incontrare la stampa e che apparteneva a suo padre. Un capo di estrema modernità che potrebbe essere stato disegnato oggi. «È la nostra filosofia, vogliamo creare pezzi che restino nel tempo», prosegue Sartori. «La collezione ruota attorno a classici riletti con un linguaggio contemporaneo con proporzioni studiate e un’attenzione unica ai dettagli. Il nostro cliente è come un collezionista di beni preziosi», ha aggiunto Sartori.

Così sotto gli occhi di ospiti come Mads Mikkelsen, Lee Byung-Hun e Roman Coppola solo per citarne alcuni sfilano i modelli tra cui l’attore William Chan, nuovo global ambassador. Un’uscita in elegante vestaglia da camera come divertissement per poi dare spazio a silhouette dai volumi allungati, liberi ma dalle spalle costruite. Il cappotto è protagonista, alternato alla giacca Conte rivisitata, ai bomber di pelle per il giorno e per la sera e alle overshirt. I pantaloni sono morbidi con due pinces. Hanno il fondo più stretto, abbandonato sopra i mocassini decostruiti. La differenza è fatta dai dettagli. L’abbottonatura doppiopetto viene rielaborata con l’aggiunta di un bottone centrale orizzontale posizionato tra le chiusure tradizionali, permettendo alla giacca di essere indossata sia come un classico doppiopetto che con l’opzione intermedia. Il broken suit ha il pantalone dalle tasche abbassate per agevolare il gesto di infilarvi le mani. Forse dopo aver deposto un trofeo, quello che dà il nome alla lana creata nel 1965 e protagonista in collezione insieme ai tessuti mescolati alla carta riciclata nel segno della sostenibilità e di una continuità che sopravvive al tempo. Custodita come un bene prezioso.
Giudizio. In un mondo dominato dall’incertezza, la famiglia diventa porto sicuro. Il passato è la dimensione a cui attingere per costruire un futuro più stabile. Zegna è per i suoi clienti una certezza di qualità e di stile, che la famiglia ha saputo tutelare nel tempo e che Alessandro Sartori ha saputo accompagnare con una visione coerente nella sua evoluzione, che si conferma con questa prova. (riproduzione riservata)
- Quali sono i tessuti specifici utilizzati nella collezione che combinano sostenibilità e continuità?
- Come viene reinterpretata la giacca Conte nella collezione Zegna fall-winter 2026/27?
- Chi sono gli altri ospiti di rilievo presenti alla sfilata oltre a quelli citati?