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Wild at heart of Prada

Effetti pelliccia selvaggia, stivali e dettagli da rodeo, sete pigiama, montoni intarsiati, monili portafortuna e piumini per un tocco sport nella collezione immaginata da Miuccia Prada e Raf Simons. Per un mood cinematografico tra Twin peaks e Cuore selvaggio di David Lynch appena scomparso

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Un momento della sfilata Prada fall-winter 2025/26 (courtesy Prada)
Un momento della sfilata Prada fall-winter 2025/26 (courtesy Prada)

The pink room. La musica composta da Angelo Badalamenti innonda la sala di Prada. E la mente vola alle scene di Twin peaks di cui era la colonna sonora tatuata nella memoria e diventa un omaggio al suo regista, David Lynch, appena scomparso. Ma tutta la mise en scene pensata da Miuccia Prada e Raf Simons, menti creative della maison milanese, ha un tocco cinematografico. Dall’allestimento con tubi innocenti come il backstage di un teatro di posa a quel tappeto art nouveau creato da Catherine Martin. Che semplicemente non è altro che la costumista e scenografa moglie di Baz Luhrmann già premio Oscar per film diretti dal marito come Moulin rouge ma anche Il Grande Gatsby. E proprio ne Il Grande Gatsby la stessa Prada aveva realizzato di costumi per l’attrice protagonista Carey Mulligan, che è stata appena fotografata da Steven Meisel come volto spring-summer 2025 nell’adv della griffe. Un cerchio che si chiude, una passione per il cinema che non si dimentica.

Spuntano cowboy romantici, un po’ anni 70 e un po’ anni 90. Escono da Twin peaks e da Wild at heart, si mescolano con citazioni texane un po’ Elvis, mixano montoni portati a pelle e piumini per un tocco sport, sete da pigiama e patchwork di pelle, stivali da rodeo e piccoli monili appesi alle maglie e ai boot come portafortuna. «Il romanticismo inteso come qualcosa di emotivo e immediato, la creatività senza troppe riflessioni e come qualcosa di profondamente umano», ha spiegato la stessa Miuccia Prada, «eravamo interessati all’idea di istinto, all’idea di proteggere e valorizzare il nostro istinto umano e di liberare la creatività». E mentre aleggiano note musicali che ricordano Arancia meccanica, si gioca con fantasie microfloreali e con capospalla dalle pieghe mai stirate, tra effetti pelliccia selvaggia e ancore appese sul lato degli stivali.

«Savage forse è troppo estremo come termine, parliamo di istinti. Wild? Si forte un po’ selvaggio», ha aggiunto Raf Simons. «Mr. David Lynch era davvero un mio grande eroe e aver sentito quella triste notizia è stato uno shock, avevamo programmato tutto un anno fa», ha continuato Simons, «nelle collezioni sempre più spesso non vogliamo limitarci, ci attrae è il contrario: un dialogo inconscio tra idee, provenienti da ogni dove, e che poi abbiniamo in modo insolito e nuovo».

Giudizio. «Non è che se indossano cowboy boots, sono cowboy in un cowboy set». Le parole di Miuccia Prada e Raf Simons svelano ancora una volta quel ragionamento sottile che sta dietro la collezione. Pensata. Vissuta. Anti-banale. Super stylish. Agitata da diverse ispirazioni, metabolizzate per una visione articolata che conquista. Come un cocktail sapientemente mixato che spazia porta diversi mondi su un’unica passerella. (riproduzione riservata) 

Orario di pubblicazione: 20/01/2025 19:30
Ultimo aggiornamento: 20/01/2025 19:30
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