TrendWild at heart of Prada
Effetti pelliccia selvaggia, stivali e dettagli da rodeo, sete pigiama, montoni intarsiati, monili portafortuna e piumini per un tocco sport nella collezione immaginata da Miuccia Prada e Raf Simons. Per un mood cinematografico tra Twin peaks e Cuore selvaggio di David Lynch appena scomparso
The pink room. La musica composta da Angelo Badalamenti innonda la sala di Prada. E la mente vola alle scene di Twin peaks di cui era la colonna sonora tatuata nella memoria e diventa un omaggio al suo regista, David Lynch, appena scomparso. Ma tutta la mise en scene pensata da Miuccia Prada e Raf Simons, menti creative della maison milanese, ha un tocco cinematografico. Dall’allestimento con tubi innocenti come il backstage di un teatro di posa a quel tappeto art nouveau creato da Catherine Martin. Che semplicemente non è altro che la costumista e scenografa moglie di Baz Luhrmann già premio Oscar per film diretti dal marito come Moulin rouge ma anche Il Grande Gatsby. E proprio ne Il Grande Gatsby la stessa Prada aveva realizzato di costumi per l’attrice protagonista Carey Mulligan, che è stata appena fotografata da Steven Meisel come volto spring-summer 2025 nell’adv della griffe. Un cerchio che si chiude, una passione per il cinema che non si dimentica.
Spuntano cowboy romantici, un po’ anni 70 e un po’ anni 90. Escono da Twin peaks e da Wild at heart, si mescolano con citazioni texane un po’ Elvis, mixano montoni portati a pelle e piumini per un tocco sport, sete da pigiama e patchwork di pelle, stivali da rodeo e piccoli monili appesi alle maglie e ai boot come portafortuna. «Il romanticismo inteso come qualcosa di emotivo e immediato, la creatività senza troppe riflessioni e come qualcosa di profondamente umano», ha spiegato la stessa Miuccia Prada, «eravamo interessati all’idea di istinto, all’idea di proteggere e valorizzare il nostro istinto umano e di liberare la creatività». E mentre aleggiano note musicali che ricordano Arancia meccanica, si gioca con fantasie microfloreali e con capospalla dalle pieghe mai stirate, tra effetti pelliccia selvaggia e ancore appese sul lato degli stivali.
«Savage forse è troppo estremo come termine, parliamo di istinti. Wild? Si forte un po’ selvaggio», ha aggiunto Raf Simons. «Mr. David Lynch era davvero un mio grande eroe e aver sentito quella triste notizia è stato uno shock, avevamo programmato tutto un anno fa», ha continuato Simons, «nelle collezioni sempre più spesso non vogliamo limitarci, ci attrae è il contrario: un dialogo inconscio tra idee, provenienti da ogni dove, e che poi abbiniamo in modo insolito e nuovo».
Giudizio. «Non è che se indossano cowboy boots, sono cowboy in un cowboy set». Le parole di Miuccia Prada e Raf Simons svelano ancora una volta quel ragionamento sottile che sta dietro la collezione. Pensata. Vissuta. Anti-banale. Super stylish. Agitata da diverse ispirazioni, metabolizzate per una visione articolata che conquista. Come un cocktail sapientemente mixato che spazia porta diversi mondi su un’unica passerella. (riproduzione riservata)