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Sensuale per Jil Sander

Per la sua seconda prova allo stile del marchio di Otb, Simone Bellotti lavora con eccessi di tessuto che spuntano ad arte da coat e giacche e manipola le silhouette Sporcando gli accessori e velando lo sguardo con lenti by Oliver peoples

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Un look Jil Sander fall-winter 2026/27 (ph Francesc Ten/MFF)
Un look Jil Sander fall-winter 2026/27 (ph Francesc Ten/MFF)

La voce di Kim Gordon, indimenticabile anima dei Sonic youth, apre lo show di Jil Sander raccontando il valore di essere a casa. Luogo intimo ma anche spazio da cui fuggire in cerca di nuove strade. È lo spirito con cui Simone Bellotti si approccia alla sua seconda prova per il marchio di Otb. Dopo aver messo radici nei codici della maison, ora è tempo di aggiungere qualcosa di personale, un tocco sovversivo. «Ho lavorato per tanto tempo sull’uomo dove un certo rigore è sempre presente come nel mio primo show per Jil Sander. Lì le silhouette erano molto precise e tagli di tessuto facevano apparire il corpo», racconta Bellotti. «Questa volta ho voluto fare l’opposto, provando a capire se aggiungere qualcosa di superfluo può essere considerato essenziale».

L’eccesso sono i tessuti che si sollevano dalla schiena dei cappotti, si stratificano sui polsini delle camicie, assumono forme ondulate sulle gonne, muovono le tasche e si gonfiano come nuvole sugli abiti. Alcuni di questi materiali arrivano direttamente dal mondo dell’arredamento ma assumono una nuova identità. Feltri di lana sono ammorbiditi, tweed sintetici si ispirano agli anni 60 resi ma sono resi più fluidi. Sulla scrivania di Bellotti è aperto un libro fotografico.

Il Cafè Lehmitz di Anders Petersen. Immortala il pubblico di un bar di Amburgo negli anni 60. Personaggi abbandonati sulle panche, vicini al bancone o a un jukebox, interpreti di una visione distorta del vestire. Sporcati dalla vita come gli stivali dei modelli, che sembrano essere stati immersi nel fango. Ragazzi con lo sguardo coperto da un paio di occhiali da sole, come quelli realizzati assieme a Oliver peoples, preview di una collaborazione tra i due brand.

Giudizio. Simone Bellotti si sente a casa e ha voglia di esplorare. «Ora è bello avere una base su cui costruire, rielaborare, muovere», racconta. La sua firma si vede e ben si sposa con la storia di un marchio che è icona del minimalismo. (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 25/02/2026 12:10
Ultimo aggiornamento: 25/02/2026 19:51
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