TrendVivienne Westwood riparte con l’uomo da Milano
«A gennaio torneremo qui con un vero e proprio show», spiega a MFF Andreas Kronthaler, che fa sfilare un tailoring infuso di humor al Caffé Rivoli. «I prossimi passi del brand saranno hospitality ed education», anticipa il ceo Carlo D’Amario
Vivienne Westwood torna nel calendario milanese con una presentazione uomo, la prima dal 2017 firmata da Andreas Kronthaler, che in realtà è una sfilata a tutti gli effetti, allestita nel centro storico. Dietro la chiesetta di San Babila, il Caffè Rivoli si trasforma nel set dello show. Protagonista è un dandy inglese che arriva a Milano, un po’ come lo stilista che abita in città da quattro mesi. «Mi ha ispirato il lifestyle italiano, il modo che c’è qui di vivere lo spazio all’aperto. Così ho riletto il tipico guardaroba milanese con un tocco di umorismo», spiega a MFF. «Questa volta abbiamo fatto una presentazione, a gennaio torneremo con una grande sfilata», aggiunge. Il tailoring si fa allora rilassato, cita la disinvoltura di completi pigiama o scopre micro lunghezze per i pantaloni, mentre il tweed, ingentilito da cromie delicate, si porta su costumi da bagno e cycling pants dalle stampe punk. Ai piedi, ballerine di raso, creepers e le platform cult del brand reinterpretate come stivaletti in una varietà di materiali. I cappelli, come accenti di eleganza british, dialogano con bandane colorate, mentre, con il consueto gusto per la provocazione, le polo si fanno oversize, teli da mare diventano stole e grembiuli indossati sull’underwear sono fermati in vita da una fusciacca tricolore. «Oggi il menswear rappresenta circa il 25% del business», sottolinea a MFF Carlo D’Amario, ceo dell’azienda che ha chiuso il 2024 con un fatturato di 250 milioni di euro, in crescita del 18% sull’esercizio precedente e con previsioni di consolidamento per l’anno in corso. Il mercato principale è il Regno Unito (40%), seguito da Asia (30%), Europa (20%) e Nord America (10%), ma il brand si sente prima di tutto legato all’Italia, dove sviluppa e produce le sue linee. «Oggi torniamo alle origini e sfilare qui, a due passi dalla galleria Passarella, è un omaggio a Elio Fiorucci», afferma D’Amario, che anticipa: «I prossimi passi saranno hospitality ed education». (riproduzione riservata)