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Adolfo Urso: «Nel disegno di legge le norme contro l’ultra-fast fashion e caporalato»

In via di approvazione le regole per contrastare l’invasione di articoli a basso costo e a tutela delle imprese che operano nella legalità. In arrivo 4 miliardi per il piano Industria 5.0 e il credito di imposta per l’ideazione artistica

di Andrea Guolo
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Adolfo Urso (courtesy Mimit)
Adolfo Urso (courtesy Mimit)

Adolfo Urso ha dato il via ai lavori di MFGS-Milano Fashion Global Summit con un intervento nel corso del quale il numero uno del Mimit-Ministero delle imprese e del made in Italy ha illustrato l’agenda delle azioni messe in campo dal governo per la tutela e il rilancio del settore da 94 miliardi di ricavi generati nel corso del 2024.

«Un comparto che è non solo motore di crescita e occupazione, ma anche orgoglio nazionale», ha affermato il ministro, precisando che c’è piena consapevolezza a livello politico delle sfide in corso e che: «Rischiano di compromettere la competitività e la sostenibilità dell’intera filiera, a cominciare dal fenomeno dell’ultra fast fashion proveniente dalla Cina». Per contenere un sistema che, attraverso la consegna di capi d’abbigliamento e accessori direttamente a casa dei consumatori, appare quasi incontrollabile, invadendo i mercati europei di beni che, ha ricordato Urso, «hanno una durata media di appena sette utilizzi», il governo si sta muovendo con rapidità. «Nel disegno di legge sulla concorrenza, in discussione al Senato, abbiamo integrato un pacchetto di misure concordate con le associazioni del sistema moda e che prevedono l’estensione della responsabilità del produttore a chi produce al di fuori dell’Unione europea nello spregio alle norme ambientali, vendendo poi in Italia.

Si tratta di un intervento mirato a contrastare l’invasione di articoli a basso costo e di scarsa qualità, ripristinando le condizioni di concorrenza leale, tutelando i consumatori e rafforzando la sostenibilità ambientale del settore». Un’altra azione governativa riguarda la legalità nella filiera moda. Urso ha affermato che: «Il pacchetto di norme su cui stiamo lavorando, concordato con le associazioni, è inserito nel disegno di legge sulle piccole e medie imprese in via di approvazione in Parlamento e prevede il contrasto efficace di caporalato e al lavoro nero, attraverso la certificazione di conformità della filiera, garantendo tracciabilità e correttezza lungo l’intera catena del valore.

Le imprese che adotteranno modelli organizzativi di prevenzione dei reati potranno utilizzare la dicitura di “filiera della moda certificata” sotto la vigilanza di un registro pubblico tenuto dal nostro ministero e dell’antitrust, così da far emergere e valorizzare chi rispetta le regole sociali e ambientali». Infine, il numero uno del Mimit ha ricordato le misure a sostegno dell’innovazione. Il piano di transizione Industria 5.0 prevede un finanziamento di 4 miliardi per il 2026, che consentirà alle imprese di investire in tecnologie digitali e green attraverso lo strumento dell’iper ammortamento. Sono poi previsti, per il comparto moda, interventi mirati a rafforzare i contratti di sviluppo, un fondo centrale di garanzia per le piccole e medie imprese, il rifinanziamento della Nuova Sabatini e il credito di imposta per l’ideazione artistica. Appuntamento al prossimo 17 novembre per il Tavolo nazionale della moda dove, ha concluso Urso: «Presenteremo agli attori della filiera un aggiornamento del Piano moda per l’Italia, con gli strumenti messi in campo anche, e non solo, nella manovra di bilancio». (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 21/10/2025 16:07
Ultimo aggiornamento: 21/10/2025 19:27
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