BeautyCoty chiude l’anno con ricavi a 5,8 miliardi (-5%). Il 2027 sarà un anno «strategico»
La società americana di cosmesi archivia il quarto trimestre con vendite a 1,27 miliardi (-1%), battendo le attese, mentre il free cash flow annuale sale a 348 milioni. Nell’intero esercizio registra però un calo del 22% dell’adjusted ebitda, mentre Americhe e Asia Pacifico compensano in parte la debolezza dell’area Emea
Coty chiude l’esercizio 2026 con il segno meno, pur superando le attese degli analisti. I ricavi si sono attestati a 5,8 miliardi di dollari (pari a circa 4,96 miliardi di euro al cambio di oggi), in flessione del 5%. Nel quarto trimestre la società statunitense di cosmesi ha registrato risultati superiori alle aspettative con vendite per 1,2 miliardi (circa 1,03 miliardi di euro), in lieve calo dell’1%. La performance dei tre mesi conclusivi risente però della pressione sui margini. Il gross margin si è attestato al 60,9%, in calo di 140 punti base rispetto al 2025, esito che riflette il minore assorbimento dei costi dovuto ai volumi più bassi, l’aumento degli oneri per eccedenze e l’impatto dei dazi.
Il risultato dell’ultimo trimestre registra una perdita di 42,7 milioni (circa 36,5 milioni di euro) contro un utile operativo di 15,5 milioni (circa 13,3 milioni di euro) nello stesso periodo dell’esercizio precedente. Il margine operativo si attesta al 3,4%, contro l’operating margin dell’1,2% nel 2025. Nello specifico, la divisione Prestige ha generato 771 milioni (circa 659 milioni di euro) di ricavi, pari al 61% delle vendite complessive (-0,5%), mentre i risultati di Consumer beauty si attestano a 497,4 milioni di dollari (circa 425,5 milioni di euro), con un calo del 3%.
Per quanto riguarda l’ebitda, nel trimestre il gruppo ha registrato una flessione del 26% attestandosi a 93,6 milioni (circa 80 milioni di euro), rispetto ai 126,7 milioni (circa 108 milioni di euro) del 2025. L’adjusted earning before taxes è sceso al 7,4% con una contrazione di 270 punti base. A sostenere gli ultimi tre mesi è stata invece la generazione di cassa che è salita a 116 milioni di dollari (circa 99,2 milioni di euro), mentre il free cash flow si è attestato a 72,6 milioni (circa 62 milioni di euro) contro i 34,9 (circa 30 milioni di euro) dello stesso periodo dell’anno precedente. Inoltre, alla fine dell’esercizio 2026, il debito totale era pari a 3 miliardi di dollari (circa 2,56 miliardi di euro).
Nell’intero esercizio, l’utile lordo rettificato è stato del 62,9% (-190 punti base) con un risultato operativo in perdita di 81,5 milioni di dollari (circa 69,7 milioni di euro). L’utile operativo rettificato è sceso del 27% a 626,7 milioni (circa 536 milioni di euro), con un margine operativo adjusted del 10,8% (-370 punti base). La perdita netta è ammontata a 618 milioni (circa 528,4 milioni di euro) con un’incidenza sui ricavi del 10,6%. Anche l’adjusted ebitda è in calo del 22%, principalmente per effetto della diminuzione delle vendite e del gross profit. Sul fronte della cassa, l’esercizio 2026 ha mostrato un andamento positivo nonostante la minore profittabilità con un cash flow dalle attività operative salito a 537,8 milioni (circa 460 milioni di euro) e un free cash flow a 348,2 milioni (circa 297 milioni di euro).
Sul piano geografico, l’andamento trimestrale di Coty ha evidenziato andamenti differenti tra le principali aree. Le Americhe hanno registrato un aumento dei ricavi di 43,5 milioni (circa 37,2 milioni di euro), sostenuto dalle maggiori vendite negli Stati Uniti, in Brasile e nel canale travel reatil regionale, ma il Canada ha segnato una performance negativa. Nell’area Emea, invece, il fatturato è diminuito di 45,3 milioni (circa 38,7 milioni di euro) su base annua per effetto delle minori vendite in Medio Oriente e in Europa, soprattutto in Germania. Positivo il contributo dell’Asia Pacifico, che ha visto vendite pari a 18,6 milioni (circa 16 milioni di euro), grazie soprattutto alla Cina, Australia e Nuova Zelanda.
Tra gli sviluppi strategici dell’esercizio figura l’accordo con Kering per la transizione anticipata della licenza Gucci beauty. Coty ha ricevuto 250 milioni di dollari (circa 213 milioni di euro) alla firma e ne riceverà ulteriori 150 (circa 128 milioni di euro) entro il 30 settembre 2027. La società ha inoltre ricordato la monetizzazione, nel dicembre 2025, della partecipazione residua in Wella per 750 milioni di dollari (crica 641 milioni di euro). I proventi di queste operazioni sono destinati alla riduzione del debito, al reinvestimento nei brand core del Prestige fragrance and beauty e all’ottimizzazione della struttura organizzativa.
Con la strategia Coty.curated nella fase iniziale di esecuzione, il gruppo definisce l’anno fiscale 2027 come un anno di transizione. Il focus va a brand e mercati core, alla riduzione della complessità del portafoglio e una maggiore organizzazione. Per il primo trimestre la guidance prevede una contrazione dei ricavi nell’ordine del low-to mid-single-digit con un adjusted gross margin in flessione di 50-100 punti base. L’adjusted ebitda è previsto in calo di una percentuale low-teens, un miglioramento rispetto alle contrazioni della seconda metà del 2026. Dopo aver terminato l’ultima seduta a Wall street in marcato rialzo del 10,5% a 3,03 dollari, sulla scia della corsa a +17% di Estée Lauder dopo i conti, il titolo Coty nel pre-market di giovedì mostra un ribasso del 4% circa. (riproduzione riservata)
- Mostrami l'andamento del titolo Coty a Wall Street rispetto a Estée Lauder nell'ultimo anno.
- Genera un report programmato per monitorare gli sviluppi della strategia Coty.curated e i risultati dei brand core.
- Quali sono le prospettive di crescita e le sfide del settore della cosmesi a livello globale?