BeautyPuig cresce a 2,3 miliardi (+4%)
Carolina Herrera, Byredo e Charlotte Tilbury spingono il gruppo catalano, dopo la fine delle trattative con Estée Lauder. «Guadagnate quote di mercato in tutte le categorie e aree geografiche grazie alla forza del nostro portafoglio di brand», commenta il ceo José Manuel Albesa
Semestre di crescita per Puig, che conferma la propria capacità di guadagnare quote di mercato nel settore della bellezza di fascia premium. Una tenuta significativa dopo la fine delle trattative con Estée Lauder. Il gruppo catalano ha chiuso i primi sei mesi del 2026 con ricavi netti pari a 2,35 miliardi di euro, in crescita del 4,4% a perimetro e cambi costanti (+2,4% considerando anche l'effetto cambi), un risultato che l’azienda rivendica come superiore alla media del mercato della bellezza premium. Il secondo trimestre ha invece rallentato leggermente rispetto al primo, chiudendo a +4,1% a perimetro costante contro il +7,6% dei primi tre mesi dell’anno.
«Abbiamo guadagnato quote di mercato in tutte le categorie e aree geografiche grazie alla forza del nostro portafoglio di brand», commenta il ceo José Manuel Albesa, sottolineando il contributo della profumeria e del make-up alla crescita del gruppo.
A livello di segmento, fragrance & fashion si conferma il motore della crescita, 1,7 miliardi di euro di ricavi (+3,8% a perimetro costante), pari al 73% del fatturato di gruppo, trainati da Carolina Herrera in doppia cifra nella fascia prestige e dalla crescita altrettanto sostenuta delle fragranze niche, capitanate da Byredo e Dries Van Noten. Il segmento make-up ha generato 359 milioni (+9,1% a perimetro costante), grazie soprattutto a Charlotte Tilbury, che ha guadagnato 0,4 punti di quota di mercato nei suoi principali mercati europei. Più contenuta la skincare, a 279 milioni (+2,3% a perimetro costante), sostenuta da Uriage, in crescita a doppia cifra e a quota 2,6% di mercato nella dermocosmetica, ma frenata dalle performance più deboli della fascia premium.
Sul fronte geografico, l’area Asia-Pacifico si conferma la più dinamica con una crescita a perimetro costante del 20,9%, seguita da un’accelerazione nelle Americhe (+2,6% a perimetro costante, pur con un calo dello 0,9% considerando l’effetto cambi) e da un’Europa più resiliente (+2,6% a perimetro costante), penalizzata in parte dall’impatto della crisi in Medio Oriente, stimato in circa 14 milioni di euro nel semestre, pari allo 0,6% dei ricavi totali.
Tra gli eventi rilevanti del semestre, il gruppo ha incrementato la propria partecipazione in Charlotte Tilbury del 6,5%, per un controvalore di 260 milioni di euro, arrivando all’85% del capitale e proseguendo il percorso verso la piena proprietà del marchio entro il 2031.
Quanto alla generazione di cassa, il flusso di cassa libero operativo è stato negativo per 196 milioni di euro, contro i 116 milioni negativi dello stesso periodo nell’anno predecente. L’indebitamento netto si è attestato a 1,589 miliardi di euro al 30 giugno, con un rapporto debito netto su ebitda rettificato di 1,5 volte, comodamente sotto la soglia di 2 volte fissata dal gruppo nel medio termine, per effetto dei pagamenti di dividendi e delle operazioni sulla quota di Charlotte Tilbury.
Guardando ai prossimi mesi, Puig conferma le proprie stime per l’intero 2026, prevedendo di continuare a sovraperformare il mercato della bellezza premium a perimetro costante, con un margine ebitda rettificato stabile rispetto al 2025. Il gruppo annuncia che terrà una giornata dedicata agli investitori il 28 ottobre. (riproduzione riservata)
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