BeautyEstée Lauder si allea con l’Università di Leeds per perfezionare lo shade matching
L’azienda di cosmetici avvia una partnership con l’istituto britannico per approfondire i meccanismi della percezione dell’incarnato. La ricerca guidata da Kaida Xiao mira a migliorare la resa di fondotinta, correttori e altri prodotti dedicati alla pelle
Estée Lauder e l’Università di Leeds avviano una nuova collaborazione per rendere più preciso il complexion matching. Il progetto, guidato da Kaida Xiao, professore del Leeds institute of textiles and color, punta a comprendere meglio come le persone percepiscono il proprio incarnato e riconoscono le differenze tra tonalità e sottotoni. La ricerca utilizzerà avanzati metodi psicofisici per studiare il rapporto tra la misurazione scientifica del colore e la percezione visiva dello stesso in condizioni reali. L'obiettivo è quello di individuare quando una differenza cromatica diventa effettivamente percepibile dal consumatore e quando invece non lo è.
Un passaggio particolarmente rilevante per i prodotti dedicati all’incarnato, dove la precisione della shade non dipende soltanto dai dati raccolti dagli strumenti, ma anche da come il colore viene percepito sulla pelle. I risultati dello studio potrebbero contribuire a definire nuovi benchmark scientifici per lo sviluppo e la valutazione di fondotinta, correttori e altri prodotti.
«Per realizzare innovazioni rivoluzionarie nel campo dei cosmetici per l’incarnato e del make-up è necessario innanzitutto comprendere a fondo come i consumatori percepiscono il proprio tono della pelle», afferma Claude Saliou, senior vice president del dipartimento tecnologie avanzate e scienze cliniche e dei consumatori globali di Estée Lauder.
«La percezione del colore della pelle è estremamente complessa ed è influenzata dalla sottile interazione tra diversi fattori», sottolinea Kaida Xiao. «Siamo entusiasti di collaborare con Estée Lauder, leader globale nel settore della profumeria e cosmetica prestige, riconosciuta per il suo impegno di lunga data nel progresso della scienza della pelle e per la sua attenzione all’eccellenza scientifica».
Per la società di cosmesi, la collaborazione rappresenta anche un passo avanti sul fronte dell’inclusività. La varietà degli incarnati richiede infatti un approccio che tenga conto non solo dell’ampiezza delle gamme cromatiche, ma anche della complessità dei sottotoni e delle diverse modalità con cui il colore della pelle viene percepito. L’obiettivo finale è quello di sviluppare prodotti capaci di offrire match più accurati, formule dall’aspetto più naturale e risultati più coerenti sulla pelle. (riproduzione riservata)
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