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Urban alchemy per Ajabeng alla Milano fashion week

Il marchio ghanese reinventa l’autunno-inverno 2026 nella cornice digitale delle passerelle milanesi. Con una collezione che traduce in chiave sartoriale le riflessioni di Célestin Monga su resilienza, contraddizione e significato. Linee essenziali, palette neutre e il linguaggio di sottrazione

di Benedetta Migliaccio
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Alcuni look Abajeng fall-winter 2026 (ph Instagram @abajeng.gh)
Alcuni look Abajeng fall-winter 2026 (ph Instagram @abajeng.gh)

È con un racconto in bianco e nero che Ajabeng svela Post-drip, la nuova proposta per l’autunno-inverno 2026. Ispirata al libro di Célestin MongaNihilism and negritude: ways of living in Africa, la collezione si pone l’obiettivo di interpretare le contraddizioni dell’esistenza, trasformando resilienza e creatività in tessuto e taglio.

Abbandonando il superfluo e la narrativa eccessiva, Post-drip costruisce un linguaggio estetico fondato sulla sottrazione. La palette cromatica, dominata da toni neutri, freddi e desaturati, e le silhouette rigorose definiscono una sorta di uniforme urbana. Linee verticali, volumi controllati e tagli essenziali.

La collezione è al contempo pragmatica e poetica. Pantaloni dalle linee dritte, abiti funzionali, top e layer puliti e materiali compatti opachi o semi-opachi creano un equilibrio tra forma e funzione. L’unico accento decorativo emerge in dettagli minimi, come fiori o bottoni. Lo styling ridotto e la quasi totale assenza di accessori consolidano l’idea di unità visiva. Trasformando l’insieme in alchimia urbana. Che racconta una sartoria filosofica che racconta la dualità africana tra il grind quotidiano e la ricerca di senso. (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 20/01/2026 13:56
Ultimo aggiornamento: 20/01/2026 15:26
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