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Una notte a Napoli con Max Mara

Il marchio della famiglia Maramotti apre le porte della Reggia di Caserta per la cruise 2026. «È la prima collezione del 75° anniversario», spiega Ian Griffiths, creativo che regala un brivido di nuova sensualità

di Stefano Roncato (Caserta)
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Deva Cassel in passerella alla resort di Max Mara (courtesy Max Mara)
Deva Cassel in passerella alla resort di Max Mara (courtesy Max Mara)

Il sound remixato dei Pink Martini avvolge la Reggia di Caserta dove Max Mara ha scelto di portare la sua cruise 2026. Una notte a Napoli suona il soundtrack mentre in passerella vanno riferimenti ai Fifties italiani da Riso amaro con Silvana Mangano alle stampe cravatteria di Marinella con cui è stata creata una collaborazione. Con una data precisa, 1951, anno di fondazione dell’azienda dei Maramotti, pronti a festeggiare i 75 dalla nascita della casa di moda di Reggio Emilia. E in prima fila star come Sharon Stone, Gwyneth Paltrow e Laetitia Casta. Mentre in passerella ecco arrivare Deva Cassell, figlia di Monica Bellucci e Vincent Cassell, che ha già lo sguardo da star mentre sfila suadente. «C’è una nuova sensualità», ha spiegato a MFF il direttore creativo Ian Griffiths, che cita il cinema italiano degli anni 50. Icone come Sophia Loren o Gina Lollobrigida. Bellezze autentiche e capaci di incarnare lo spirito del dopoguerra quando il Paese affrontava la ricostruzione con fiducia e le donne definivano il loro nuovo ruolo nella società.

Non importa se hanno alti stivali da pescatore o adatti per andare nelle risaie, le silhouette sono morbide, calde, evidenziano i fianchi. Gonne e shorts hanno vita alta, si portano con top a fascia come un coprispalle. Si alternano a lunghe stole che citano il celebre cappotto Teddy. E in mano la Whitney bag, la borsa progettata dallo studio Renzo Piano building workshop che compie dieci anni. Ma perché la scelta di Napoli? «Volevamo rappresentare il fenomeno italiano del dopoguerra, è la prima collezione del 75° anniversario di Max Mara. Quindi incominciamo a riflettere sul fenomeno della moda italiana e sul fenomeno del marchio», ha continuato Griffith. «Sono partito da uno scatto di Ruth Orkin del 1951, American girl in Italy, che immortala una donna che cammina da sola per strada e causa una reazione tra gli uomini che le sono attorno. Volevamo riflettere sull’avanzamento della donna in questi 75 anni, catturare questo spirito di rinascimento che si è sentito in tutta l’Italia, ma soprattutto a Napoli. Quello che ci piace sono i contrasti magici della città, tra alto e basso, sacro e profano, incarnati anche dalla stessa reggia».

Giudizio. Una collezione che è molto pensata, con pesi bilanciati, con un brivido di femminilità nuova che non guasta. Bello lo styling, interessanti anche i capi preziosi del finale con ricami su una base notturna. (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 17/06/2025 21:20
Ultimo aggiornamento: 18/06/2025 19:23
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