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Un tè africano per Miguel Vieira

Ispirata a Il tè nel deserto di Bernardo Bertolucci, la nuova collezione intreccia sartoria, introspezione e suggestioni nordafricane. Sensoriale e luminosa, romanticizza il rigore nella cornice della Fondazione Sozzani

di Benedetta Migliaccio
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Un look Miguel Vieira fall-winter 2026/27 (courtesy Miguel Vieira)
Un look Miguel Vieira fall-winter 2026/27 (courtesy Miguel Vieira)

Miguel Vieira firma un racconto denso, colto e malinconicamente luminoso, intitolato non a caso A tea in the desert. Il riferimento è esplicito, Il tè nel deserto di Bernardo Bertolucci diventa matrice di una collezione che esplora l’isolamento, il desiderio di fuga e l’inebriante libertà che nasce dal perdersi. Traduce i paesaggi aridi del Nord Africa e la complessità psicologica dei protagonisti del film in un guardaroba che vive di contrasti.

La palette cromatica si muove su toni grezzi e naturali, beige, cammello, marrone. Poi accesi da rosa polverosi, tocchi di azzurro pastello che danno un accento childish agli abiti formali. E improvvise incursioni di nero, talvolta a macchia di leopardo, che chiudono la collezione. È una luce invernale nuova, che filtra sia nei colori sia nelle superfici, amplificata da paillettes e glitter utilizzati con misura, fino a costruire audaci total look scintillanti.

Le silhouette giocano sul dialogo continuo tra capi strutturati e linee più fluide. Cappotti importanti che lasciano intravedere fodere a fiori, giacche abbinate a bermuda, volumi morbidi che alleggeriscono l’idea stessa di inverno. Il tailoring resta centrale.

Il lavoro sui materiali mixa seta, alpaca, cashmere, lana e pelliccia che  convivono con superfici ricamate, paillettes e intrecci realizzati a mano. Le stampe restano celate all’interno dei capi, come segreti da scoprire. Check e quadri dialogano con cromie pastellose. Gli accessori completano il look con un tono quasi giocoso e inatteso. Foulard, sciarpe e cravatte, borse a spalla portate a mano, calze in evidenza, fiori come accenti sulle maglie.

Giudizio. La sartoria resta il perno, addolcita da colori chiari. Interessante il dialogo tra rigore sartoriale e tocchi decorativi. (riproduzione riservata) (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 19/01/2026 19:00
Ultimo aggiornamento: 19/01/2026 19:00
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