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Un lungo applauso per Armani commuove alla sfilata Emporio

Ultima collezione del brand dell’aquilotto firmata dal creativo scomparso lo scorso 4 settembre. Uno show nel segno dell’emozione e della memoria, che si chiude con l’uscita finale delle modelle che battono le mani, seguite da standing ovation del pubblico in sala. I look intrecciano viaggi lontani e ritorno alla città con silhouette leggere

di Tommaso Palazzi
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Una proposta Emporio Armani primavera-estate 2026 (ph Francesc Ten/MFF)
Una proposta Emporio Armani primavera-estate 2026 (ph Francesc Ten/MFF)

L’emozione è palpabile all’Armani Teatro per l’ultima sfilata Emporio Armani, la prima dopo la scomparsa dello stilista lo scorso 4 settembre. Nello spazio firmato da Tadao Ando, lo stesso che poche settimane fa ha ospitato la camera ardente visitata da oltre sedicimila persone, va in scena un tributo che è anche un nuovo inizio. Il set ispirato a M.C. Escher intreccia tendaggi drappeggiati e architetture di scale che evocano l’aquilotto, simbolo del brand, moltiplicato su uno sfondo di intonaco grezzo. Questa collezione nasce dal desiderio di catturare l’impulso e il sentimento mutevole che si porta con sé tornando in città dopo un viaggio. In quel breve momento, prima che i ricordi scoloriscano, il quotidiano si tinge di forme e motivi che arrivano da lontano, vivendo una libertà speciale e una leggerezza indefinibile.

La collezione è un ritorno a casa anche in un altro senso. Le forme leggere e allungate, i colori neutri e il dialogo mai interrotto tra maschile e femminile sono un riassunto dello stile Armani nella chiave di Emporio, marchio contenitore di ininterrotte suggestioni multiculturali. Gli ikat, i pantaloni ampi che si stringono al fondo, le chiusure a kimono e gli obi, le piccole cuffie di rafia crochet, le sacche nomadi e i sandali piatti dalle punte pronunciate sono tutti richiami a un altrove evocato con chiarezza e subito stemperato in un guardaroba cittadino fatto di giacche, spolverini, parka, pigiama, tute, gonne piccole e corte. La silhouette, fluida e dinamica ma sempre composta, è animata da variazioni cromatiche che muovono dal beige al nero, passando per tonalità fredde e neutre e tocchi di grigio minerale.

Giudizio. L’Armani’s touch si sente. E nel finale del secondo show, la nipote Silvana Armani esce come omaggio allo zio. Il gilet è il capo simbolo che torna in numerose variazioni mentre i codici classici dell’abbigliamento sono costantemente rimescolati fino ad arrivare alla sera impalpabile fatta di leggerissimo nylon. Un’idea del vestire spontanea e precisa allo stesso tempo. (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 25/09/2025 19:27
Ultimo aggiornamento: 25/09/2025 19:34
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