TrendUma Wang enfatizza l’arte della semplicità
La designer privilegia tessuti naturali e lascia che si instauri un dialogo tra il Corpo e l’abito senza calcare la mano
Sottrarre. Ritirare quello che non è strettamente necessario. Less is more direbbero gli anglofoni. La semplicità è una forma di complessità risolta, direbbe Constantin Brancusi, citato dalla stessa Uma Wang. Nella cattedrale americana di Parigi, la
designer cinese offre un campionario di questa saggezza che spinge a valorizzare l’essenziale.
Uma ha fatto tesoro dell’insegnamento: le silhouette sono modellate sul corpo per aprire un dialogo con le sue forme. le linee si frastagliano su camicioni ampi e tuniche con strascico. Abiti con volumi in dissonanza rincorrono gli scolli a balze che danno loro un movimento contrastante. I tessuti sono naturali, ma stropicciati, texturizzati.
Qualche concessione all’ eccentricità con occhiali rettangolari posati sul naso con irriverenza o collane dalle geometrie argentee vibranti. Anche i colori non trasgrediscono a questa regola di sobrietà: dei marroni che richiamano la terra, il beige e un tabacco biondo. La silhouette ondeggia avvolta in questi caftani multiformi, lasciandosi portare da questo vento di libertà.
Giudizio. Collezione che spicca il volo con leggerezza, conquistandosi spazi tridimensionali. Per parafrasare Marshall McLuhan «the process is the product». (riproduzione riservata)