BusinessTwinset ricavi a -5% in attesa del rilancio
Il marchio passato da Carlyle a Borletti group e Quadrivio ha archiviato il 2025 a quota 194 milioni con una perdita di 9,6 milioni
L’anno del passaggio di proprietà di Twinset è stato segnato da numeri in calo dal lato dei ricavi per chiudere ancora in rosso. Il bilancio consolidato del 2025 del brand italiano dell’affordable luxury di Carpi che a metà dell’anno scorso il fondo Carlyle (che l’aveva rilevato nel 2017) ha ceduto a Borletti group e Quadrivio & Pambianco attraverso il fondo Made in Italy fund II, s’è chiuso infatti con ricavi diminuiti anno su anno da 204,2 milioni di euro a 194 milioni e l’ultima riga ha segnato un disavanzo di 8,8 milioni rispetto al rosso di 12,2 milioni del precedente esercizio.
I ricavi sono stati registrati per il 50,8% in Italia (in calo dal 53,5% dell’anno prima), per il 32,2% nella Ue (29,9%) e per il restante 17% nell’area extra Ue (16,6%). In particolare i ricavi della capogruppo sono stati di 170 milioni, quelli di Twinset east di 6,4 milioni, quelli di Twinset Milano Spain di 6,8 milioni, seguiti dai 3,6 milioni di Twinset Belgium, 3,4 milioni di Twinset France e 2 milioni di Twinset Polska. Il bilancio ordinario del 2025 s’è chiuso con una perdita di 9,6 milioni, di poco inferiore a quella di 11,6 milioni del 2024: il passivo è stato interamente riportato nuovo. Dal lato patrimoniale il patrimonio netto di 103 milioni è a fronte di debiti per 111,3 milioni, di cui 67,7 milioni verso banche.
La riunione dei soci ha anche rinnovato il consiglio d’amministrazione confermando Maurizio Negro quale presidente e Gabriele Maggio come amministratore delegato. Socio unico di Twinset è la Great twin nel cui capitale compaiono Borletti group tramite la lussemburghese BG Gemini holding e la Great set del fondo di Quadrivio & Pambianco.
Per Borletti group quello in Twinset è stato il secondo investimento dell’anno nel settore moda, dopo l’ingresso nel brand americano True religion. Per Made in Italy fund II è il quarto investimento, dopo Autry, Filippo De Laurentiis e Sessùn. (riproduzione riservata)
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