TrendErmanno Scervino esplora le coste del mediterraneo
Dominique Sanda e Veruschka ispirano lo stilista fiorentino. Che immagina flâneuse dirette a sud avvolte in nappa leggera, chiffon tech e uncinetto prezioso

Nel parterre siedono Natalia Vodianova, Olivia Palermo, Chiara Ferragni. Sfidano la pioggia sui tacchi e prendono posto in prima fila. Sono solo alcune delle donne di Ermanno Scervino, che per la p-e 2026 celebra la moltitudine di figure femminili che lo ispirano. Come in una fantasia mediterranea, in passerella si susseguono turiste che sembrano uscite da una cartolina di Anacapri. Esploratrici urbane, flâneuse che vagano per i luoghi del Mediterraneo, novelle Dominique Sanda e Veruschka. Gli stessi colori tracciano una rotta precisa che punta a sud, tra blu saturi, sabbie calde, gesso, azzurri scoloriti dal sole e l’arancio vivo di certe ceramiche o degli agrumi. «È una collezione fatta di pezzi che sprigionano libertà, ma al contempo rivelano la stessa intensità di un abito da sera», spiega Ermanno Scervino a MFF. «Affrontiamo questo momento come sempre, lavorando tanto e, senza presunzione, devo dire che per noi le cose stanno andando bene», aggiunge Toni Scervino, ceo della maison fiorentina. L’atmosfera della collezione è di luce piena e ombra netta, di vuoti importanti quanto i pieni, di superfici aperte alle trasparenze, tutto trattato con misura preziosa.

Il pizzo e l’uncinetto si muovono come garze intrecciate su una terrazza assolata, le traforature e i cristalli applicati in trame geometriche ricordano maioliche, brillanti e irregolari. Anche la materia partecipa a questo equilibrio, trovando nuove declinazioni grazie alla tecnologia. Come per lo chiffon, che viene lavorato a strati con un’antica tecnica detta a petalo d’iris, ma acquisisce una struttura inattesa fino a diventare tessuto da blazer. Allo stesso modo la nappa leggerissima viene plissettata in forme irregolari ma mantiene la sua lucentezza. Anche gli accessori, dalle borse alle scarpe, riflettono la stessa tensione tra artigianalità e sperimentazione, con quell’indugio materico che trasporta verso atmosfere vacanziere chic anche quando si tratta di flip-flop, che qui hanno suole di pizzo, e sacche da esploratore.
Giudizio. «Il Made in Italy vero, sincero e forte ha una sua nicchia e un suo appeal nel mondo. La qualità è sempre più rara, ma chi la fa ha la possibilità di emergere ora più di prima», dice Toni Scervino a MFF. E qui, in effetti, il savoir faire emerge da lavorazioni e dettagli, componendo un’ode alla manualità, prima ancora che alla spensieratezza estiva. (riproduzione riservata)