BusinessTrump 2.0 triplica i dazi su Temu e Shein. Da giugno tassa di 150 dollari ad articolo
Così muore l’esenzione de minimis che permetteva alla merce fino a 800 dollari, in arrivo negli Usa, di non pagare imposte. Con un notevole effetto inflattivo. Intanto partono i dazi al 104% contro la Cina | Cina & dazi, le Poste Usa sospendono la ricezione di tutti i pacchi. Colpiscono Temu, Shein e AliExpress, poi fanno mezzo passo indietro | Walmart vede l’occasione di conquistare quote di mercato grazie ai dazi
Con un ennesimo ordine esecutivo, l’amministrazione Trump 2.0 ha annunciato che intende triplicare le imposte previste sulle spedizioni internazionali di piccolo valore. Andando così a colpire colossi cinesi del low cost quali Temu, Shein e AliExpress, che lavorano molto anche in Europa. Nel contempo, il presidente Usa ha raddoppiato le imposte contro la Cina, dal 54% al 104%.
Perché è importante
Finora, i pacchi con un valore inferiore a 800 dollari godevano dell’esenzione definita de minimis sui dazi doganali, una misura che ha permesso a piattaforme come Temu e Shein di vendere prodotti a prezzi estremamente bassi ai consumatori americani.
L’ordine esecutivo
Martedì, il presidente Usa Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo che elimina l’esenzione per le spedizioni provenienti dalla Cina, una misura che prende il via a partire dal 2 maggio. In precedenza, la sospensione del regime di favore era durata solo pochi giorni durante l'inizio del secondo mandato presidenziale, prima che venisse temporaneamente ripristinata in attesa che il Dipartimento del Commercio predisponesse un piano per la riscossione dei dazi. Ora, lo stesso dipartimento ha dichiarato che «sono stati implementati sistemi adeguati per l’incasso dei dazi» anche sulle spedizioni di basso valore.
Le nuove aliquote
Secondo quanto comunicato dalla Casa Bianca, i dazi verranno applicati anche alle spedizioni di valore inferiore a 800 dollari provenienti dalla Cina «che non transitano attraverso il sistema postale internazionale». Per quelle che vi transitano, i dazi inizialmente previsti erano pari al 30% del valore della merce o, in alternativa, 25 dollari per articolo (con un aumento atteso a 50 dollari dal 1° giugno 2025).
Tuttavia, martedì la Casa Bianca ha triplicato queste aliquote: si passa al 90% del valore o 75 dollari per articolo, con un ulteriore incremento a 150 dollari dopo il 1° giugno 2025. Il provvedimento viene giustificato come risposta ai dazi di ritorsione imposti dalla Cina.
Un rischio per il commercio al dettaglio
Le voci critiche sull’esenzione «de minimis» sostengono che la norma abbia danneggiato i retailer americani. Forever 21, ad esempio, ha recentemente avviato la liquidazione negli Stati Uniti, attribuendo parte della crisi alla concorrenza sleale esercitata da Shein e Temu. «La possibilità per i rivenditori non statunitensi di vendere prodotti a prezzi drasticamente inferiori ha compromesso la capacità dell’azienda di mantenere la propria base clienti storica», ha spiegato Stephen Coulombe, co-responsabile della ristrutturazione di Forever 21, in un documento presentato in tribunale.
Inflazione in arrivo
Dal fronte opposto, il think tank liberista Cato Institute ha scritto che l’eliminazione dell’esenzione equivale a «un aumento effettivo delle tasse per i consumatori americani e un forte allungamento dei tempi di consegna». Con un conseguente effetto inflattivo negli Usa, dal momento che i prezzi sono attesi salire e non di poco. (riproduzione riservata)