TrendTra noir e technicolor con Coach
Al Cunard building di Downtown Manhattan la casa di moda rilegge i codici dell’American style secondo Stuart Vevers. In passerella tailoring anni ’40, shearling e denim rigenerato

Nella cornice monumentale del Cunard building, gioiello neorinascimentale firmato Carrère & Hastings nel cuore di Downtown Manhattan, Coach ha svelato la collezione fall 2026. Un défilé che segna un nuovo capitolo nella visione del direttore creativo Stuart Vevers, un’idea di moda americana che si estende oltre i confini geografici e diventa linguaggio globale, condiviso da una generazione in costante trasformazione. Il racconto visivo si apre come un film noir in seppia per poi esplodere in un technicolor «alla Mago di Oz», metafora di un ottimismo diffuso che accompagna i giovani verso la loro prossima avventura. «Continuiamo una conversazione che connette le controculture giovanili attraverso decenni e geografie», ha spiegato Vevers. «Abbracciamo la continua reinvenzione di cosa significhi essere giovani e lungimiranti, intraprendenti e creativi».
La collezione fonde codici tipici dell’American style, dal glamour della Hollywood anni 30 e 40 alla grinta suburbana dello skate, fino al classicismo dei varsity delle high school. In passerella sfilano giacche in pelle e shearling, tailoring in lana e denim rigenerato, pantaloni flare e gonne a linea A che richiamano la sartoria anni 40 e lo sportswear dei 70. I blazer, talvolta indossati al rovescio per rivelarne le fodere, dialogano con abiti lunghi a collo alto e maniche lunghe, dove l’eleganza classica incontra un’attitudine grunge. Coach riscopre anche il piacere del dressing up con una serie di evening gown ispirati alla Hollywood d’epoca. Vita segnata, spalle strutturate, cut-out e applicazioni scintillanti. La palette alterna le tonalità heritage del brand a rossi, bianchi e blu di matrice americana, plaid scuri e colori varsity.

Protagonista assoluto l’outerwear, specialità della maison. Varsity jacket in pelle, in pelle e lana e, per la prima volta, interamente in shearling, sovrapposte a giacche monocrome anni 70 dal taglio cropped si affiancano a peacoat e cappotti in suede e shearling con colli in eco-pelliccia. La maglieria introduce tre jacquard genderless, con motivi aquila, fair isle e quilting, leggermente rammendati per un effetto artigianale.
Sul fronte accessori, la pelletteria esplora nuove proporzioni. La Kisslock frame bag, compatta e allungata, si porta sotto il braccio nelle nuance almond e maple o in versioni plaid in lana. Dall’archivio nasce la Turnlock haversack, affiancata da uno zaino Kisslock e da una morbida Messenger con chiusura turnlock. Nel footwear debutta la Coach skate sneaker laceless, ispirazione anni 70, suede e canvas, proposta low e high-top in varianti monocrome o a contrasto. I gioielli evocano un immaginario celestiale con stelle, lune e soli in finitura oro e argento, mentre anelli chevalier in argento e occhio di tigre sono indossati come talismani, appesi a sottili catene. Completano il look calze morbide a righe varsity, cravatte in pelle, cinture colorate e occhiali aviator dalla montatura sottile in metallo argentato.
Giudizio. Numerosi codici distinti dialogano nel défilé messo in scena da Stuart Vevers. Una riflessione che restituisce l’incertezza del nostro tempo. (riproduzione riservata)
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