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Tra le spose reloaded di Harris Reed

«È un massimalismo che supera la somma delle parti», riflette il designer dando il via agli show di Londra. Dove svela la nuova linea Fluid bridal, parte di una visione post couture. E dal front row lo applaudono Lily Collins, Joe Locke e Nicky Hilton Rothschild

di Tommaso Palazzi
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Tra le spose reloaded di Harris Reed

Sono quattro i Fluid bridal look che chiudono lo show. Uno in pantaloni di pizzo tra tocchi couture, a suggellare una nuova collezione massimalista di Harris Reed, chiamata «Multifarious» ovvero molteplice, massimalista. «È un massimalismo che è più della somma delle sue parti», riflette il designer enfant prodige di Londra. E nella ballroom del Claridge’s lo applaudono Lily Collins, Joe Locke e Nicky Hilton Rothschild. C’è qualcosa di scenico e quasi sacrale nell’ultima messa in scena. Più che una sfilata, una dichiarazione d’intenti.

Lo stilista britannico-americano, oggi direttore creativo di Nina Ricci, maison controllata dalla holding spagnola Puig, torna alla London fashion week con il suo brand e firma un capitolo che alza ulteriormente il volume del suo vocabolario estetico. Il suo è un massimalismo emotivo prima ancora che decorativo. Non accumulo fine a sé stesso, ma costruzione identitaria. «Vorrei eliminare le categorie di menswear e womenswear», ha dichiarato più volte. «La fluidità offre un modo alternativo di esistere, attraversando e fondendo il maschile e il femminile». Parole che oggi diventano tessuto, struttura, gesto.

In passerella i contrasti si accarezzano invece di combattersi. I colli si innalzano come aureole barocche, mentre la collaborazione con Fromental porta in scena le stampe Ocelot e Ambiguous tiger su sete duchesse e rasi preziosi, in un cortocircuito tra interior decoration e couture. La novità più strategica è però la Fluid bridal. Quattro uscite che condensano l’essenza del marchio e ne aprono un nuovo capitolo commerciale. In questo vocabolario, bridal non è un gender, ma uno stato dell’anima.

Giudizio. Quando Reed parla di massimalismo non si riferisce solo agli abiti. Parla di identità stratificate, di corpi che rifiutano definizioni rigide, di moda come spazio di libertà. La sua estetica non è solo spettacolo. È manifesto. (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 20/02/2026 18:55
Ultimo aggiornamento: 20/02/2026 18:55
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