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Tra le sculture manga di Comme des garçons

Rei Kawakubo tratteggia volumi estremi e parrucche del 700 in un set ricavato in un cantiere, tra polvere e cemento. Con i look che rimandano sia al teatro lirico che all’estetica pop giapponese

di Tommaso Palazzi (Parigi)
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Un look Comme des garcons primavera-estate 2026 (ph Francesc Ten/MFF)
Un look Comme des garcons primavera-estate 2026 (ph Francesc Ten/MFF)

Il set, come sempre, è un cantiere. Alle spalle della Gare Montparnasse si sale per una scala polverosa, tra calcinacci e cemento grezzo, fino al secondo piano. Ed è lì che inizia lo show di Comme des garçons, accompagnato da una colonna sonora in portoghese dal ritmo ipnotico e corale. I look colpiscono con la forza di sculture manga viventi, sormontate da parrucche di un biondo giallo acceso. Richiamano la figura di Mrs Pinkerton nella Butterfly di Giacomo Puccini, ma soprattutto le grandi acconciature del 700, ossessione ricorrente della founder Rei Kawakubo.

I volumi sono estremi, i capi assumono lo status di veri e propri pezzi da collezione. Nel finale, tre modelle escono con copricapi alti oltre un metro, che ricordano i tocchi ingigantiti dei lama tibetani. Devono piegarsi per non toccare il soffitto, creando un effetto quasi ironico, un tocco teatrale che trasforma lo show in un’installazione vivente. Confermando ancora una volta la capacità di Rei Kawakubo di trasfigurare la moda in arte. In un equilibrio riuscito tra eccesso e leggerezza, sperimentazione e riferimenti storici.

Giudizio. Un colpo d’occhio memorabile che conferma la coerenza del marchio. La teatralità dei volumi trasforma ogni capo in un’opera d’arte da ammirare. (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 06/10/2025 19:00
Ultimo aggiornamento: 06/10/2025 19:00
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