TrendLa Pantelleria di Giorgio Armani
«Giorgio ha seguito lo show e gli è piaciuto tantissimo, anche l’idea di far sfilare le donne con look da uomo», sottolinea Leo Dell’Orco, responsabile delle linee maschili, uscito a fine sfilata senza lo stilista convalescente. In scena un omaggio all’isola del Mediterraneo tra tessuti leggeri, silhouette svuotate e reti e corde che diventano borse o cinture
Pietre laviche si stagliano tra le pareti blu Mediterraneo delle sala dell’Armani/Teatro. Pantelleria è negli occhi, nel cuore e sugli abiti della collezione di Giorgio Armani, che sfila per la prima volta senza il designer a dare gli ultimi tocchi nel backstage e a salutare il suo pubblico a fine show. Ma la sua presenza si sente. È stata attiva nel seguire passo dopo passo la realizzazione della spring-summer 2026, accanto al braccio destro Leo Dell’Orco, chiamato appunto ad accogliere gli applausi calorosi dei guest. «Questa collezione rappresenta una nuova esplorazione di un tema a me sempre caro: la combinazione di riferimenti e culture, l’idea della moda che trova armonia tra cose in apparenza dissonanti, unendole in un segno di stile chiaro e leggero», fa sapere lo stilista in una nota.
Che ha evocato in primis l’isola a lui tanto cara grazie a una tavolozza di colori caldi, con punte di lilla e di viola, e ai riferimenti costanti alle reti da pesca nelle sacche ma anche nelle trame delle maglie, alle corde intervallate da nodi marinari che diventano cinture e agli ampi cappelli di rafia da pescatore. Tutto nel segno della leggerezza che svuota giacche e pantaloni, che si traduce in lini candidi e in pelle sottile come una foglio per bomber e trench senza tempo. «Giorgio ha seguito lo show e gli è piaciuto tantissimo, anche l’idea di far sfilare le donne con look da uomo», ha sottolineato Leo Dell’Orco, che si dimostra tranquillo e forte di 45 anni trascorsi in azienda.

Ad aprire e a chiudere la passerella sono infatti coppie che incedono a braccetto, chiacchierano tra di loro con disinvoltura, si scambiano dei sorrisi… «Avete visto l’abc della moda maschile», scheza Dell’Orco citando alcuni caposaldi della collezione. «C’è tutta la classicità di Armani, le giacche sono una diversa dall’altra ma tutte leggere, i pantaloni sono piuttosto larghi ma con le pinces che donano eleganza, i colori sofisticati e non aggressivi».
Le giacche doppiopetto con colli a scialle hanno abbottonature basse e lunghezze abbreviate, i pantaloni con le pinces sono chiusi sul fondo o cadono morbidi con ampi risvolti sulle scarpe di suede e sui sandali. Tutto fluisce e accarezza il corpo senza costringerlo. Grafismi esotici animano le superfici, mescolandosi tra di loro in intrecci veri o simulati dalle stampe e da motivi chevron. Di sera, il nero domina la scena per un’eleganza mai messa in discussione.
Giudizio. Un omaggio alla classicità del vestire nel segno della leggerezza e di quei codici così identificativi del mondo Armani. Lo stilista non c’è fisicamente ma la sua presenza si sente potente in sfilata. In attesa di aggiornamenti sulla sua presenta allo show couture di Parigi tra un paio di settimane. (riproduzione riservata)