TrendTra i codici Chanel
Un nastro gigante domina il Grand palais diventa scenario della sfilata della maison della doppia C. Che, in attesa dell’arrivo di Matthieu Blazy, fa sfilare una collezione di caposaldi con un accento sugli accessori tra fiocchi, perle, tweed e bottoni gioiello
Un gigantesco nastro, realizzato da Willo Perron, si snoda fino a ergersi verso il soffitto di vetro del Grand palais. Ricorda l’invito dello show ed evoca uno degli elementi decorativi dell’universo Chanel. Sono i fiocchi che per la prossima fall-winter si stagliano sugli abiti come decoro, diventano borse e si moltiplicano sui colli delle giacche formando una sorta di gorgiera. Uno dei codici della maison della doppia C moltiplicato all’infinito sulla scena. Vittoria Ceretti apre con un coat abito doppiopetto, decorato da bottoni gioiello e sovrastato da un una mantella di tulle.
Un gioco di stratificazioni che accompagna le prime uscite tra corti dress e camicie con le maniche a sbuffo, completi di tweed illuminati da collane di perle e bomber di velluto a maxi coste. Il bianco e il nero giocano tra di loro sulla scena. Un lungo nastro di maglia candida avvolge un maglione black e si conclude con un’annodatura sulla spalla. Altri fiocchi voluminosi o traforati sottolineano le silhouette di abiti, cardigan e maglioni. In uno scambio di prospettive, una mini giacca in tweed blu, bianco e rosa è indossata con pantaloni esageratamente lunghi.
Una grande camicia di popeline arriva fino alle caviglie. In un susseguirsi di uscite che culmina negli evening gown del finale, frutto di stratificazioni di balze. Lo stesso gioco di codici viene replicato anche sugli accessori che diventano funny grazie a tacchi di perle e borse portate come collane oversize. E gli estremi micro o macro sono la caratteristica delle bag di stagione.
Giudizio. Lo studio creativo sceglie di muoversi su un terreno sicuro, usando i codici della casa in attesa del debutto di Matthieu Blazy previsto a settembre. Conquista il gioco sugli accessori che ritrovano quella vena funny che mancava un po’ dai tempi di Karl Lagerfeld. (riproduzione riservata)