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Tra i corvi di Thom Browne alla New York fashion week

«Vorrei essere visto come un vero designer americano, per questo ho scelto la poesia «The raven» di Edgar Allan Poe», dice lo stilistae chairman del Cfda. Che firma una teatralità sartoriale in black&white

di Stefano Roncato (New York)
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Un look Thom Browne fall-winter 2024/25 (courtesy Thom Browne)
Un look Thom Browne fall-winter 2024/25 (courtesy Thom Browne)

Una finestra dai vetri spezzati, un gracchiare come presagio. Le luci dello Shed di Hudson yards si accendono su un campo di immobile neve, mentre la voce dell’attrice Carrie Coon legge la poesia The raven di Edgar Allan Poe. Ecco i corvi di Thom Browne. «Vorrei essere visto come un vero designer americano, per questo ho scelto un’icona della letteratura Usa», racconta a MFF lo stilista a capo del marchio di Zegna. Che chiude la New York fashion week, dov’è tornato a sfilare con il ready-to-wear onorando il suo nuovo ruolo di presidente del Cfda, dopo anni di permanenza a Parigi.

Thom Brown fall-winter 2024/25 (courtesy Thom Brown)
Thom Brown fall-winter 2024/25 (courtesy Thom Brown)

Quella Ville lumière in cui lo scorso luglio ha debuttato nella couture, pronto a fare il bis la prossima estate. Un modo di essere in entrambe le città e mostrare come il suo prêt-à-porter e la sua alta sartoria siano collegate. «Cambia solo il pubblico», dice. Non la maestria. Un uomo-albero di dimensioni oltre-umane agita braccia come rami. Dal suo piumino di nove metri, spuntano i bambini. Anna Cleveland con cilindro e uccellaccio in testa. Tweed per il suo capospalla couturish sullo smoking reloaded. Kristen McMenamy e le trecce bleached a mo’ di antenne di insetto. Con neri rapaci come intarsi preziosi sul cappotto.

«I più bei tessuti semplici costosi, tutti in bianco e nero». Silhouette di inizio ’900 rimandano alle illustrazioni dell’arista francese Sem, le spalle imponenti, la forma a clessidra. E mentre una storia si conclude, ne inizia un’altra, con un insetto dorato in una mantella jacquard come bolla su cui si posa un minaccioso corvo…

Giudizio. Coon ripete: «Nevermore». Nel poema di Poe, è la parola con cui il corvo risponde a ogni domanda sull’amore perduto del giovane in lutto. Sussurrato, gridato, impaurito, stridulo, profondo. «Mai più». Ma gli applausi che accolgono Thom Browne sul finale dicono: «Ancora». (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 15/02/2024 12:52
Ultimo aggiornamento: 15/02/2024 19:23
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