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The art of Tod’s

Matteo Tamburini riporta lo show del marchio di Diego Della Valle tra le sale del Pac evocando figure come Burri e Fontana per una collezione incentrata sul capospalla. Ad accogliere il pubblico è Carla Bruni, star protagonista di una performance dedicata all’artigianalità

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The art of craftsmanship. Arte e artigianato, due parole che in italiano hanno una radice comune danno il nome alla collezione di Tod’s, che torna a sfilare per l’occasione nelle sale del Pac. Ad accogliere il pubblico è una statuaria Carla Bruni, protagonista di una performance artistica di Nelly Agassi, che ha creato per l’occasione un imponente abito scultura frutto dell’assemblaggio di frammenti di pelle di recupero. Bruni regge un gigantesco ago tra le mani, arma di promozione dell’intelligenza artigianale tanto cara al numero uno del gruppo Tod’s Diego Della Valle. «È una persona di prim’ordine. Ha un’attitudine estetica molto forte. Credo che oggi possa essere il simbolo dell’intelligenza artigianale», spiega Della Valle. «Poi speriamo di aggiungere un nuovo protagonista ogni collezione».

Carla Bruni allo show Tod's fall-winter 2025/26 (ph Francesc Ten/MFF)
Carla Bruni allo show Tod's fall-winter 2025/26 (ph Francesc Ten/MFF)

I riflettori e le luci del giorno si accendono poi sulla collezione per uno show che ha un significato di ritorno alle sue radici per la casa di moda. «Prendendo spunto dal Pac ho citato alcuni miei artisti preferiti, da Burri a Fontana fino ad Accardi», racconta il direttore creativo Matteo Tamburini, «esempi di come trattavano la materia diventano spunti per trasformare i tessuti. Alpache sono pettinate con disegni circolari ispirati al lavoro di Accardi, patch tra croste di pelle e cavallino richiamano il tratto di Burri così come la distruzione di lane jacquard pettinate con gesto estremo. Fontana è stato fonte di ispirazione invece per i tagli e l’approccio a silhouette dal tailoring strutturato». L’outerwear è protagonista della scena tra trench di nappa, cappotti doppiopetto stretti in vita da cinture, peacoat di cashmere con inserti di pelle, bomber in Pashmy suede o nappa lucida e montoni a pelo lungo che danno vita a pellicce voluminose e scenografiche.

Le silhouette si allungano o si aprono in stratificazioni per le ampie gonne. La consistenza croccante della pelle si contrappone alla morbidezza della maglieria e alla fluidità dei jersey e sul finale l’attenzione è conquistata da due gown di maglia con bustier di maglia stretch e ampia gonna di pelle. Gli accessori spaziano tra omaggi alla storia del marchio, come il Gommino, proposto in pitone spazzolato, o la Di bag folio, che si veste a sua volta di un patchwork materico. lo stivaletto W.G. si riventa in versione Chelsea boot, e le borse si illuminano di colorazioni intense. I modelli iconici di borse si arricchiscono con un tag personalizzato che riporta l’immagine dell’artigiano che li ha realizzati.

Giudizio. Matteo Tamburini consolida l’estetica di Tod’s nel ready to wear, celebrando le radici della casa di moda tra capospalla precisi e una raffinata ricerca sulla materia. Gli accessori si confermano protagonisti. (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 28/02/2025 19:15
Ultimo aggiornamento: 28/02/2025 19:15
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