BusinessTemu, accuse dall’Ue per la mancata collaborazione durante un’ispezione
Bruxelles contesta alla società cinese di «non aver adempito al suo obbligo di cooperare attivamente» durante un controllo a sorpresa nel dicembre 2025 a Dublino. Il gruppo respinge le contestazioni e nega di aver beneficiato di sussidi esteri in grado di alterare la concorrenza nel mercato europeo
L’Unione europea colpisce Temu un’altra volta. Il colosso cinese è stato accusato di non aver collaborato durante una perquisizione svoltasi nel dicembre 2025 presso la sua sede di Dublino. L’ispezione rientra nell'ambito di un’indagine volta a verificare se l’azienda di fast fashion abbia beneficiato di sussidi esteri in grado di distorcere il mercato europeo.
La perquisizione a sorpresa è stata effettuata tra il 2 e il 5 dicembre 2025 negli uffici irlandesi della piattaforma, controllata da Pdd holdings. Secondo quanto comunicato da Bruxelles, la valutazione preliminare è che Temu «non abbia adempiuto al suo obbligo di cooperare attivamente su diversi aspetti relativi allo svolgimento dell’indagine».
Il colosso ha respinto le conclusioni preliminari della Commissione. Attraverso un portavoce, la società ha dichiarato di aver collaborato pienamente e di essersi conformata a tutte le richieste formulate durante l’ispezione, precisando che analizzerà il documento ricevuto prima di fornire una risposta formale.
L’azienda ha inoltre negato categoricamente di aver ricevuto sovvenzioni estere suscettibili di alterare la concorrenza nel mercato interno dell’Unione europea. Temu sostiene di finanziare le proprie attività nell’Ue attraverso il proprio flusso di cassa e di non fare affidamento su aiuti esteri per sostenere la propria crescita. (riproduzione riservata)
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