skin track
Trend

Schiaparelli e la storia della couture

Daniel Roseberry mescola ispirazioni di epoche passate per costruire il guardaroba perfetto, spingendo fino al limite il lavoro d’atelier della maison di Diego Della Valle. Nel front row, Carla Bruni e Marisa Berenson

di Chiara Bottoni (Parigi)
Leggi dopo
tempo di lettura
Un look Schiaparelli haute couture s-s 2025 (ph Francesc Ten/MFF)
Un look Schiaparelli haute couture s-s 2025 (ph Francesc Ten/MFF)

Fino a dove può spingersi la couture? Quali sono le vette che si possono raggiungere senza rischiare di rimanere «bruciati»? Se lo domanda Daniel Roseberry che questa stagione dedica l’alta moda di Schiaparelli al mito di Icaro. Una piuma di metallo dorato accompagna l’invito alla sfilata nel salone del Petit palais, gremito da clienti e da celeb come Carla Bruni o Marisa Berenson ma orfano delle star hollywoodiane che salteranno la stagione a causa dei tragici incendi che hanno colpito Los Angeles.

Il glamour non manca però sulla passerella. Un glamour che si veste di citazioni storiche con richiami agli anni 20 e 30, ai 50 ma anche ai 90. Roseberry racconta di aver studiato i grandi couturier da Madame Grès a Paul Poiret, da Yves Saint Laurent fino ad Azzedine Alaïa. «Non per copiarli, ma per imparare da loro», prosegue il designer della maison di Diego Della Valle. Che scolpisce le silhouette sul corpo grazie a corsetti sapientemente costruiti o le rende liquide attraverso l’impiego di piumaggi e cascate di micro perline dallo spirito déco. Dei nastri collegano idealmente ogni creazione, come ponte tra le epoche. Roseberry li ha scovati in un negozio di antiquariato.

Sono i nastri di Lione i cui colori morbidi scandiscono le uscite che citano la fondatrice Elsa Schiaparelli nelle giacche dalle spalle importanti abbinate a gonna a colonna di un minimalismo 90s, gli anni 50 nelle forme rigorose dei dress a trapezio puntellati da decori per evocare la simbologia della maison e i 30 dei costumi da spettacolo di Ginger Rogers. In un viaggio ideale attraverso le epoche nel segno delle tecniche costruttive più sfidanti.

Giudizio. La couture è il terreno dove Roseberry può mettere meglio a frutto la sua vena teatrale. «Barocco e sontuoso» sono due aggettivi che il creativo impiega per raccontare la collezione. Che si spinge oltre i limiti degli atelier tra citazionismo e corsa alla spettacolarità. (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 27/01/2025 11:45
Ultimo aggiornamento: 27/01/2025 19:35
Condividi Condividi su Whatsapp Invia ad un amico Stampa news





Homepage MF Fashion

La newsletter per rimanere sempre aggiornato sul mondo della moda e del lusso