TrendSulla via della seta con Max Mara
Un viaggio da oriente a occidente per la cruise 2025 della casa di moda. Che sfila sotto al porticato di Palazzo ducale a Venezia tra capospalla di cammello e cashmere, decori preziosi e copricapi simili a turbanti

Il colonnato di Palazzo ducale a Venezia si illumina alle luce del tramonto. Le sue arcate appuntite che evocano il legame tra la Serenissima e l’oriente sono pronte ad accogliere la sfilata cruise 2025 di Max Mara sotto lo sguardo di guest come Kate Hudson, Brie Larson e Yara Sahidi.
«Mi interessava esplorare la bellezza generata dall’incontro tra culture, incarnata da questa città, che nel Medioevo fu crocevia tra oriente e occidente. La culla di quello che oggi chiamiamo lusso», ha spiegato a MFF Ian Griffiths, creative director della casa di moda. Che, seguendo le orme di Marco Polo, di cui si celebra il 700esimo anniversario dalla scomparsa, ripercorre un’ideale via della seta, partendo dalla corte di Kublai Khan, in Mongolia, dove ancora oggi si producono lana di cammello e cashmere.

Materiali d’elezione nel guardaroba della casa di moda, che vengono declinati in robes de chambre, parka, trench e tabarri dai volumi sontuosi con cui si apre lo show. I capospalla e le giacche dalle maniche voluminose sono impreziositi da nappe e da cordoncini stretti in vita, gonne a panier e abiti in velluto drappeggiato asimmetricamente si vestono di decori di stampe ispirate ai mosaici di San Marco.
La maglieria è illuminata da decori geometrici che rievocano archi appuntiti, ogive e traforature ispirate alle logge di Palazzo ducale così come le foglie ornamentali del gotico veneziano che si ritrovano anche nei tessuti, che mimano broccati. Un coat della collezione Atelier ricorda i mosaici del pavimento dello store Olivetti firmato da Carlo Scarpa, mentre copricapi a turbante realizzati da Stephen Jones, da cui spuntano trecce medioevali, evocano tradizioni dell’oriente. A chiudere lo show è la rivisitazione di alcuni look creati da Griffiths per la sua laurea. «A dimostrazione del fatto che l’estetica di questa città non passerà mai di moda», ha concluso il designer.
Giudizio. Le architetture di Palazzo ducale amplificano l’impatto generale della collezione che vive in simbiosi con Venezia. Tra decori inaspettati per il marchio e silhouette avvolgenti. (riproduzione riservata)