TrendStrong beauty by Carolina Herrera
«Le donne più belle sono potenti», dice Wes Gordon, che cita il guardaroba della founder. Tra color blocking e stampe di peonie. Nel front row, c’è Demi Moore
Una vista mozzafiato su Manhattan, dal 41° piano nel distretto finanziario. E una peonia sui seat, pronta a ricamarsi, stamparsi, dipingersi, esplodere sullo chiffon e sui gown drammatici portati in pedana top come Irina Shayk e Caroline Trentini. Così va in scena il défilé di Carolina Herrera immaginato da Wes Gordon, il direttore creativo succeduto sei anni fa alla fondatrice a cui il brand di Puig deve il nome. Mentre la stilista e socialite venezuelana applaude in front row, poco lontano da Diane Kruger e Demi Moore. D’altronde la passerella è dedicata alla bellezza come forza e alla forza come bellezza.
«Le donne più belle che conosco sono potenti, strong, tenaci», ha dichiarato il designer, per cui l’estetica ultra-femminile del marchio conquista una nuova sicurezza. Che ora strizza l’occhio al Black and white ball di Truman Capote, la festa in maschera del secolo al Plaza hotel nel 1966 (non a caso Moore è uno dei cigni della nuova serie Feud: Capote vs. the swans). E ora si rivolge al guardaroba personale di Carolina Herrera, le grandi maniche del suo look per il Met Gala del 1979, quella camicia bianca come firma. «Il nuovo color blocking rappresenta l’evoluzione del mio linguaggio del colore», ha aggiunto Gordon. E infatti, oltre ai fiori e al decorativismo per la gran sera, ci sono silhouette snelle ma architettoniche da giorno, dove le tinte piene si dividono sul corpo.
Giudizio. «Ricerco il massimo dell'eleganza, dell'artigianato, del decoro e del dettaglio», ha concluso Wes Gordon. Che ha dato un twist potente all’heritage. (riproduzione riservata)