TrendStoria gotica à la Charles de Vilmorin
Il mondo di Perrault e dei fratelli Grimm si traduce in abiti. E una danza del fuoco tra veli iridescenti anima la passerella sulla voce di Françoise Hardy

La vedova nera che apre lo show di Charles de Vilmorin ha uno sguardo obliquo, mentre la strega con lunghi artigli e un’impalcatura arborea sulla testa lancia occhiate diaboliche agli spettatori. Sono creature uscite da qualche romanzo gotico, personaggi di un racconto in cui la teatralità prende il sopravvento.
Ogni uscita racconta un episodio della saga di un thriller immaginario, mettendo in rivalità i colori e le forme dei maxi copricapi, che sono spesso l’elemento centrale della silhouette. È una notte senza luna, viene sottolineato, e in questo ambiente cupo gli abiti stringono il corpo in un bozzolo dal quale escono solo le mani da due spacchi laterali.

Dopo il nero, i print dagli arabeschi colorati portati con stivaletti decorati di Carel, per il quale il designer firma una capsule dagli accenti fantasiosi. Il cigno bianco e il cigno nero si sfidano tra crinoline di taffeta stropicciato. Una coppia arriva con passi misurati, sembra uscita da un film di Wes Anderson e poco dopo una danza del fuoco incendia la passerella sulla voce di Françoise Hardy che canta Mon amie la rose. Dietro i veli, la ballerina étoile Marie-Agnès Gilot, che condividerà con lo stilista i saluti finali.
Giudizio. Il mondo di Perrault e dei fratelli Grimm incontra l’energia lussureggiante di Vilmorin e il risultato è d’impatto. Abiti più per l’immagine che per il quotidiano che danno comunque una dimensione più affermata al couturier, che quest’estate firma anche la coloratissima decorazione del nuovo ristorante effimero dello chef stellato Yannick Alléno con lo champagne Moët & Chandon. (riproduzione riservata)