TrendSimon Cracker mette in luce l’essenzialità
«In un mondo in cui tutti si sentono in diritto di dire qualcosa, il dettaglio è ciò che fa la differenza tra un’idea forte e una debole». Così Simone Botte e Filippo L.M. Biraghi spiegano a MFF il senso di una collezione che porta, comme d’habitude, il focus su una questione sociale, riprendendo l’adagio che vuole il diavolo nei dettagli. Con uno scarto rispetto alle precedenti iper-colorate collezioni, la palette è rastremata ai soli bianco, nero e grigio per far risaltare l’essenza dei capi.
L’assenza di styling è un altro dettaglio voluto per portare l’attenzione su singoli pezzi statement, giacche, abiti e overall tinti, intarsiasti, decorati in chiave upcycling, dosati con un senso di pulizia che risulta fresco. Sotto, uguale per tutti, quella che i designer definiscono un’uniforme, cioè una T-shirt realizzata a mano a partire da tessuti sopravvissuti all’alluvione del 2023 in Emilia-Romagna.
«Abbiamo sentito l’esigenza di concentrarci di più sui vestiti», affermano i designer. Che a proposito della possibilità di sfilare alla Fondazione Sozzani di Bovisa, questa stagione trasformata in polo sfilate per i brand indipendenti, commentano: «È finalmente un supporto reale dopo anni di sforzi solo nostri».
Giudizio. La scelta di concentrarsi sugli abiti premia. La collezione fa apprezzare l’evoluzione del brand. (riproduzione riservata)