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Shein finisce in rosso prima della quotazione a Hong Kong

Il colosso del fast fashion cinese, che sta preparando l'ipo a Hong Kong per agosto, chiude il trimestre in perdita. A rischio di ulteriore ribasso la valutazione del gruppo, partita da 100 miliardi e scesa a 30 a inizio 2026

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SHEIN VESTITO VESTITI
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Il colosso cinese del fast fashion Shein ha pubblicato per la prima volta dati finanziari dettagliati nell'ambito del processo di quotazione alla borsa di Hong Kong, evidenziando un rallentamento della crescita dei ricavi e della redditività che potrebbe pesare sulla valutazione dell’ipo.

In rosso nel trimestre

Nei primi tre mesi del 2026 la società ha registrato una perdita di 99 milioni di dollari, a fronte di un utile di 395 milioni nello stesso periodo dell'anno precedente, mentre i ricavi sono aumentati dell'1,1%, a 9,05 miliardi di dollari.

L'utile operativo è diminuito del 26%, anche se Shein ha precisato che la perdita trimestrale è stata in larga parte determinata da una svalutazione di 328 milioni di dollari delle azioni privilegiate convertibili e rimborsabili, come emerge dalla documentazione depositata presso la borsa di Hong Kong.

Nel 2025 l'utile netto si è attestato a 2,06 miliardi di dollari, in calo rispetto ai 3,37 miliardi del 2024. I risultati più deboli rischiano di alimentare i dubbi degli investitori sulla sostenibilità della crescita del gruppo e di ridurre la valutazione che la società potrà ottenere in borsa. Secondo Bloomberg, Shein punta a quotarsi già ad agosto e a raccogliere tra 2 e 3 miliardi di dollari. «La mancanza di una solida prospettiva di crescita dei fondamentali finirà inevitabilmente per pesare sulle valutazioni», ha commentato Catherine Lim, senior consumer analyst di Bloomberg Intelligence.

Già a febbraio Bloomberg aveva riferito che gli investitori spingevano per una valutazione di circa 30 miliardi di dollari, ben al di sotto dei 66 miliardi attribuiti alla società nell'ultimo round di finanziamento del 2023 e dei circa 100 miliardi ipotizzati nel 2022. La pubblicazione dei dati finanziari rientra nel processo di quotazione a Hong Kong, dopo anni di rinvii e il mancato approdo in borsa prima a New York e poi a Londra. Negli ultimi anni Shein aveva comunicato agli investitori soltanto indicazioni sintetiche su vendite e utili, senza fornire un quadro dettagliato dell'andamento operativo.

Tra gli azionisti figurano IDG Capital, Mubadala Investment, Tiger Global Management e HSG. Per il 2025 la società aveva indicato agli investitori una crescita delle vendite nell'ordine della «mid-teens» (intorno al 15%), ma i documenti mostrano che i ricavi netti sono aumentati dell'8%, in rallentamento rispetto al 21% registrato nel 2024.

Dazi e concorrenza frenano la crescita

Fondata in Cina e oggi con sede a Singapore, Shein ha costruito il successo globale vendendo abbigliamento a basso costo direttamente dai fornitori ai consumatori. Tuttavia, i dazi introdotti dagli Stati Uniti e il conflitto in Medio Oriente hanno fatto aumentare il costo delle materie prime, traducendosi in rincari anche per i clienti.

Secondo i dati di Similarweb, la crescita del traffico web globale è rallentata da oltre il 60% nella seconda metà del 2025 a circa il 30% all'inizio del 2026, per poi scendere a una crescita a una sola cifra nei mesi di giugno e luglio. Anche i download dell'app sono diminuiti per gran parte degli ultimi dodici mesi, con flessioni fino al 30% su base annua, secondo la società di ricerca Apptopia.

Negli Stati Uniti le vendite sono risultate in calo per gran parte degli ultimi dodici mesi. I dati elaborati da Bloomberg Second Measure, basati sulle transazioni con carte di credito e debito, indicano una flessione del 13% a giugno rispetto a un anno prima, peggiorata ulteriormente a luglio.

Shein ha attribuito parte del rallentamento alla decisione del presidente Donald Trump di eliminare l'esenzione de minimis, che consentiva l'ingresso negli Stati Uniti senza dazi dei pacchi di valore inferiore a 800 dollari. La società ha comunque osservato che successivamente l'andamento delle vendite negli Usa ha mostrato segnali di normalizzazione.

Anche la decisione dell'Unione europea di abolire l'esenzione dai dazi per le spedizioni di valore inferiore a 150 euro potrebbe avere un impatto significativo sul business. Nel 2025 e nel primo trimestre del 2026 circa un terzo dei ricavi del gruppo proveniva infatti dall'Europa. Secondo Shein, l'effetto delle nuove regole europee potrebbe essere analogo o addirittura superiore a quello registrato negli Stati Uniti.

La concorrenza di Temu

Oltre ai dazi, la società deve fare i conti con la crescente concorrenza di Temu, controllata da PDD Holdings, nei principali mercati, tra cui Stati Uniti ed Europa, mentre le autorità di regolamentazione stanno intensificando i controlli sulle sue attività.

Secondo Bloomberg Intelligence, anche il rafforzamento delle norme europee sulle piattaforme online potrebbe limitare la crescita futura di Shein. «Le misure per aggirare i dazi potranno attenuare solo in parte la pressione sull'intero settore delle piattaforme cinesi a basso costo, mentre i regolatori continuano a chiudere le scappatoie utilizzate finora», ha concluso Catherine Lim. (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 27/07/2026 09:00
Ultimo aggiornamento: 27/07/2026 09:03
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