TrendShaping Saint Laurent
La Paris fashion week si chiude con lo show della maison di Kering, che mette l’accento su silhouette e colori vividi. «È un nuovo inizio, ho tolto tutti i decori per concentrarmi sulle linee», racconta il direttore creativo Anthony Vaccarello. In pedana forme sinuose, animalier plastificati e gown fluidi con fondi a campana indossati con blouson di pelle

Un grande ovale di onice circonda la passerella. Celebrities e amici dalla maison come Catherine Deneuve, Carla Bruni, Linda Evangelista, Hailey Bieber e Charlie xcx si raccolgono per assistere allo show conclusivo della Paris fashion week, quello di Saint Laurent, spostatosi a fine corsa per la concomitanza con la cerimonia degli Oscar. «È un nuovo inizio, ho voluto pulire tutti i decori concentrandomi sulle silhouette e giocando con toni saturati al massimo come in una sorta di clash visivo», racconta nel backstage Anthony Vaccarello, direttore creativo della maison di Kering. L’incipit è riservato al colore, alla palette vivida di monsieur Saint Laurent, che accende look dove costruzioni e tagli fanno sì che l’attenzione si concentri sulle forme degli abiti. Evocano i disegni del fondatore, che con un semplice tratto di matita definiva la linea dei suoi capi.
Le spalle sono squadrate e ingigantite ma non hanno imbottiture 80s a sostenerle. Sono i tessuti stessi che, grazie alle loro trame, supportano le forme architettoniche. Le giacche formano triangoli rovesciati che si stringono sul fondo dove gonne avvitati scivolano fino al ginocchio per lasciare spazio a décolleté affilate con punte allungate e tacchi a virgola. «C’è stata una grande ricerca su tessuti tecnici e materiali morbidi come il jersey stretch che permettono alle donne di camminare senza costrizioni. Questa stagione mi piace l’idea di leggerezza, di effortless. Ho visto tanta pesantezza nelle collezioni, dal mio punto di vista stiamo vivendo un momento storico così complesso che richiede libertà. C’è voglia di respirare».
Le modelle avanzano con le mani in tasca protette da un paio di guanti di pelle arricciata. E quando il colore diventa più pacato esplorando le tinte del marrone, del viola e del nero, stampe animalier e motivi floreali si fanno avanti, ingabbiati da fogli di silicone che restano però morbidi per permettere anche di coprire i colli. Uno stacco, pensato in un’ottica di continuità con il resto della collezione, dà vita a gown sottoveste leggerissimi, dalla vita esageratamente bassa che si schiudono in gonne a campana indossate con giacche di pelle. Una dissoluzione delle rigidità stesse della couture, che Anthony Vaccarello ha più volte dichiarato di non amare.
Giudizio. La Paris fashion week si chiude nel segno di Kering. E mentre cresce l’attesa per l’imminente nomina del nuovo direttore creativo di Gucci, che secondo fonti di stampa dovrebbe essere ufficializzata oggi, i riflettori si accendo sulla prova cristallina di Vaccarello che con un linguaggio diretto e immediato traspone nell’oggi la visione di monsieur Yves Saint Laurent. Ad applaudirlo in sala, oltre ai vertici del gruppo francese tra cui François-Henri Pinault e Francesca Bellettini c’è anche l’amica di sempre Donatella Versace. (riproduzione riservata)