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Sensualità light per il debutto di Antonin Tron da Balmain

«Opulenza minimale». È così che il designer definisce la sua visione nella prima sfilata alla guida dello stile della maison di Mayhoola. Ammorbidendo le silhouette e mescolando pelle noir a fitti ricami animalier, drappeggi a piume. E citando le eroine di Hollywood

di Chiara Bottoni (Parigi)
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Un look Balmain fall-winter 2026/27 (ph Francesc Ten/MFF)
Un look Balmain fall-winter 2026/27 (ph Francesc Ten/MFF)

Metri di tessuto candido scivolano a terra in drappeggi. Coprono come tende le finestre della sala che si schiudono via via lasciando entrare il sole primaverile di Parigi. L’allestimento, firmato dall’architetto Andrea Faraguna, trasmette un’idea di leggerezza, quella che Antonin Tron ha voluto raccontare attraverso il suo show di debutto per Balmain. Che parte da una connessione emotiva con le origini della maison fondata nel 1945 da Pierre Balmain per tratteggiare una femme sensuale ma mai spudorata, capace di incarnare un glamour cinematografico e notturno.

Un look Balmain fall-winter 2026/27 (ph Francesc Ten/MFF)
Un look Balmain fall-winter 2026/27 (ph Francesc Ten/MFF)

«Il film noir è come un filo conduttore che attraversa la collezione, con questa eroina che va dagli anni 40 agli 80, fino ai 90. Lo definirei quasi un glamour lynchiano», racconta Tron, aggiungedo che la sua Balmain è basata su «un’opulenza minimale». Le silhouette strong del recente passato della maison di Mayhoola vengono ammorbidite. Le spalle costruite di ispirazione 40s restano ma sono parte di un insieme più soft.

Il look uno è un omaggio alla prima donna pilota di Air France, che era cliente della maison. Una giacca in pelle nera lucida con spalle anni 40, vita marcata e orlo con volant abbinata a pantaloni affusolati e scarpe con tacco alto. Apre la scena a una carrellata di ensemble leather notturni indossati con occhiali scuri a mascherina. Gli abiti di jersey sono drappeggiati sul corpo. Tra le mani clutch morbide che ricordano le borse da surf, sport amato da Tron. E poi irrompe l’animalier interpretato nel segno dell’artigianalità, grazie a ricami di fitte perline che riproducono il manto di zebre, tigri e leopardi. Mentre placche lucide imitano la pelle di coccodrillo per misteriosi coat. 

Un look Balmain fall-winter 2026/27 (ph Francesc Ten/MFF)
Un look Balmain fall-winter 2026/27 (ph Francesc Ten/MFF)

Giudizio. Quanto è difficile essere alla guida di una grande maison storica? «Penso che sia importante creare una connessione molto forte. Ma la cosa bella di Balmain è che ha una clientela molto solida». Tron non sembra spaventato nel prendere le redini del marchio, accompagnando il cambio di rotta avviato da un anno a questa parte. Chissà che alla clientela già esistente non si aggiunga presto anche il pubblico che apprezza il lavoro di Tron sulla sua Atlein. (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 04/03/2026 15:12
Ultimo aggiornamento: 04/03/2026 18:59
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