TrendScandale à la Saint Laurent
Grandi tende e divani nel maxi allestimento da boudoir-design immaginato da Anthony Vaccarello per la maison del gruppo Kering. Citazioni al Dna della label tra effetti nudo ed erotismo raccontando una donna dalla sensualità volutamente esibita, con abiti fatti di calze e collant dalle lavorazioni couture

«Scandale, again». Anthony Vaccarello racconta così la sua donna Saint Laurent, velata anzi svelata da abiti realizzati interamente con collant, lavorati come abiti couture, drappeggiati sul corpo, disegnati per non lasciare quasi traccia. Con una sensualità esibita ma sempre con un tocco elegante, molto erotico. Dessous a vista quando c’è, il seno che non teme di essere mostrato. Per un new nude look, a ricordare quel Dna maison che il designer del gruppo Kering non sembra dimenticare. Con effetti X-ray, trasparenze e rimandi all’ultimo abito effetto nudo indossato da una star senza tempo come Marilyn Monroe. E con un rimando anche alla celebre collezione Scandale con cui la fashion house fece scalpore agli inizi degli anni 70.

«Mi piace che di Saint Laurent si discuta, non che ci sia una approvazione univoca», ha spiegato a MFF lo stesso Anthony Vaccarello poco prima dello show, «ho pensato che per suscitare una discussione e far sì che la gente ne parli, forse è meglio rifare quelle trasparenze. Ma dalla A alla Z con qualcosa che sento moderno oggi, come un paio di calze che sono molto velate, sheer, trasparenti, molto elastiche. Con una façon couture che richiede tre, quattro giorni solo per fare un top, ma in un tessuto cheap, cioè economico». Di certo non si hanno bisogno di cappotti per l’inverno immaginato dalla griffe francese che sfoggia un parterre de roi in quella sala che sembra un boudoir-design, con due sale circolari limitate da grandi tende e divani e un pavimento con una gettata di cemento dai riflessi specchiati come fosse bagnato dalla pioggia di Parigi. Ed ecco che nella notte della Ville lumière si affacciano allo show femmes come Monica Bellucci, Linda Evangelista, Eva Herzigova o Carla Bruni tanto per citarne alcune.
«È tutto top, body e gonne in un tessuto che se non lo si manipola nel modo giusto, si strappa, quindi a volte abbiamo dovuto rifarlo», ha aggiunto Vaccarello, «è come un paio di calze che alla fine della giornata si strappano e tu ci convivi e non sai come sarà alla fine». Non c’è il nero, tranne il caban del 1962 di Yves Saint Laurent, rifatto in gomma, per avere una sorta di «clash». Ma mi piace l'idea di avere quelle forme enormi degli Sixties in contraddizione con la femminilità e gli abiti di calza molto morbidi. C’è uno smoking come non l’avevo mai fatto prima, molto fluido, come una camicia, quindi non c’è struttura all'interno. Mi piace la leggerezza della collezione». Che si compone di make-up dress che regalano nuance sul corpo, soffiato come blush dal caramello al cioccolato. Con sciarpe, con cuffie-turbante stretti sulla testa per rendere tutto molto grafico.
Giudizio. Vaccarello sa come accendere la miccia in una sfilata. Sensuale, preziosa, bold. Senza mezze misure. E raggiunge quel desiderato obiettivo di non lasciare con un giudizio sospeso. La collezione è forte e colpisce nel segno. Super fashion, sicuramente per poche e per questo con un’allure intorno, un profumo di moda spruzzato nell’aria. Vedremo le più spavalde muse della maison come affronteranno i red carpet con il nuovo nude look di casa Saint Laurent. Questa sarà la prova d’amore. (riproduzione riservata)