TrendTra le nebbie di Saint Laurent
«Avevo l’idea di creare qualcosa di effimero, che non puoi afferrare o toccare», spiega a MFF Anthony Vaccarello. Che porta la spring-summer 2027 alla Bourse de commerce, tra la brume dell’installazione immersiva di Fujiko Nakaya

Le silhouette tornano a essere sagome indefinite, quando i modelli sfilano in quella nuvola bianca che avvolge lo show di Saint Laurent. Perché la maison del gruppo Kering ha deciso di svelare la collezione spring-summer 2027 alla Bourse de commerce, sede della Pinault collection. E direttamente in un’opera d’arte. Perché i ragazzi di Saint Laurent si muovono all’interno di Cloud #07156, l’installazione immersiva di nebbia realizzata da Fujiko Nakaya, in una performance coreografata della durata di sedici minuti. Emergendo, scomparendo e riapparendo in un paesaggio luminoso di foschia, diventano parte integrante dell’opera stessa.

«Questa stagione l’idea era di creare qualcosa di effimero, qualcosa che non puoi afferrare o toccare completamente», ha spiegato a MFF Anthony Vaccarello, mente creativa di Saint Laurent, «a volte non vedi nemmeno gli abiti, vedi solo delle ombre. Naturalmente in video tutto è visibile, ma per il pubblico si tratta più di vivere un’esperienza che di giudicare una giacca. È più un’atmosfera che una vera sfilata di moda». E in scena vanno completi dalle linee più rilassate rispetto al passato. «Dopo dieci anni, questa stagione ho sentito il bisogno di ripulire tutto nel mio lavoro. Volevo che le cose risultassero più leggere, più morbide, meno dure», ha continuato il designer.

Tra bottoni gioiello presi a prestito da orecchini preziosi, linee allungate e spalle meno esasperate. Effetto jewelry fino a quell’oro brunito che brilla tra i fumi. «Yves Saint Laurent è stato uno dei primi a introdurre lo sportswear nella moda negli anni 70, con elementi come la marinière e la sahariana. Così ho giocato con i windbreaker e li ho abbinati a pantaloni portati molto alti in vita. È quasi antiquato, un po’ daddy style. Mi piace il contrasto tra qualcosa di maturo e qualcosa di più giovane». Finché arriva la seduzione di trasparenze nelle maglie, di esibizionismo come i piedi a vista nelle stringate di plexi e di un underwear svelato sotto un capospalla o un trench. Magari in pelle color carne, un nuovo feticcio. «Inizialmente non doveva esserci l’underwear, ma con il caldo mi è sembrata la scelta giusta. Le giovani generazioni sono molto più consapevoli del corpo, della sessualità e della sensualità rispetto a quanto lo fossimo noi», ha concluso Vaccarello, «forse i più cool della nostra generazione sì, ma tutti gli altri non erano pronti per questo».

Giudizio. Sicuramente uno show di grande impatto, la fusione con l’installazione artistica regala fascino a tutto il messaggio. A quelle silhouette morbide che si stagliano nel bianco della nebbia e a quell’effetto nude che diventa misterioso. La virata più sensuale di Vaccarello conquista. (riproduzione riservata)
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- Ci sono altre aziende del gruppo Kering che hanno utilizzato installazioni artistiche o performance immersive per presentare le loro collezioni?
- Quali sono gli impatti economici di eventi di moda di grande risonanza come la sfilata di Saint Laurent sulla città ospitante?