TrendL’architettura della femminilità secondo Sa su phi
La fall-winter 2026/27 del brand italiano, in scena alla Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, è un manifesto di rigore e delicatezza. Tra maglieria scultorea, tailoring fluido e il debutto della scarpa Phi
Sa su phi porta in scena alla Fondazione Giangiacomo Feltrinelli una visione fondata sull’architettura della femminilità. Non come esercizio formale, ma come disciplina interiore. Al suo secondo appuntamento nel calendario della Milano fashion week, il brand milanese fondato nel 2021 da Sara Ferrero e Susanna Cucco esplora una collezione intima ma al tempo stesso potente. La donna Sa su phi è radicale nella sua delicatezza. Colta, intuitiva, riservata ma potente. Si muove dentro Milano con una sicurezza naturale, mai ostentata.
Cashmere e seta sono le fondamenta concettuali e tattili dell’intera collezione. La maglieria diventa struttura portante, architettura indossabile. Il cashmere corposo si trasforma in costruzione. Mantelle a campana, gonne scultoree, colli-collana imbottiti, cappelli oversize a tesa ampia. Attorno a questo nucleo, il guardaroba si espande con naturalezza. I completi destrutturati in cashmere e lana dialogano con un tailoring in seta che ridefinisce la formalità.
Le silhouette sono grafiche ma mai rigide. Il giorno non si oppone alla sera, esiste solo una trasformazione continua. La donna Sa su phi ricalibra proporzioni, colore e materia nel corso delle ore con precisione istintiva. Al rigore dei check e degli spigati in lana rispondono sete fluide nei toni dell’argento e dell’oro. Duchesse, twill e doppio raso introducono una tensione sartoriale controllata, dove struttura e morbidezza si incontrano.
La palette cromatica nasce da Milano. Navy, bordeaux, grigio, verde e cammello costruiscono l’ossatura visiva, mentre bianco e nero ne tracciano l’architettura. Accenti vibranti, menta, rosa, giallo limone, azzurro, rosso aranciato, intervengono come segni grafici, creando ritmo e rotture calibrate. Infine tocchi di oro e argento costituiscono interferenze controllate, mai decorazione.
Questa stagione segna anche il debutto della prima scarpa del brand, Phi, sviluppata in partnership con Diego Dolcini. Guidata dal principio della sezione aurea, Phi è pensata per attraversare il giorno e la sera grazie a un tacco medio calibrato. Abbinata a una ghetta in cashmere nera, la scarpa acquisisce ulteriore rigore grafico, trasformandosi in stivale. Ancora una volta è la trasformazione, e non l’eccesso, a definire il gesto.
Giudizio. «Un abito non più un’armatura. Un silenzio che protegge dal caos». Sono le parole che fanno da sottofondo al défilé di Sa su phi. Un ritmo incalzante che segue il susseguirsi dei look e restituisce la potenza dell’intera collezione. (riproduzione riservata)
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