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Ruffa (Data life): «La moda deve dare più importanza ai dati»

«Attraverso la corretta gestione e interpretazione dei numeri, le aziende possono ottimizzare le loro performance», ha spiegato il founder della società in occasione del MFGS-Milano Fashion Global Summit 2025

di Flavia Iride
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Marco Ruffa al MFGS-Milano Fashion Global Summit 2025 (ph. Flavia Iride)
Marco Ruffa al MFGS-Milano Fashion Global Summit 2025 (ph. Flavia Iride)

Moda e dati non potrebbero che essere due concetti più distanti, eppure per Marco Ruffa founder di Data life, oggi sono due mondi che non possono più essere slegati. «Attraverso la corretta gestione e interpretazione dei dati le aziende di moda possono ottimizzare le loro performance. Se in passato ci fosse stata un’attenta lettura dei dati, molte crisi del fashion che si sono verificate negli ultimi anni, come quella che ha colpito gli e-commerce multibrand si sarebbero potute evitare. Ad esempio se si fosse posta attenzione sui dati di alcuni resi si sarebbe potuto capire facilmente che alcuni prodotti magari non andavano venduti online», racconta l’esperto intervenuto durante il MFGS-Milano Fashion Global Summit 2025.

Per Ruffa la questione dei dati è un’aspetto che ora non può più passare in secondo piano ma che, al contrario, deve essere inserito all’interno di strategie aziendali, nonché all’interno dei bilanci. «I dati rappresentano un valore per i brand e come tali vanno considerati all’interno dei bilanci», sottolinea Ruffa che, tuttavia, racconta anche di riscontrare ancora una certa difficoltà all’interno delle aziende del fashion sia nell’approcciare questa competenza, sia nel condividere trasversalmente nei diversi comparti aziendali questi dati. «Servono figure esperte come data scientist ma serve anche mettere in comunicazione questi dati tra i vari dipartimenti per ottenere degli output sorprendenti in grado di tracciare e prevedere i percorsi dell’azienda», spiega ancora Ruffa. La lettura dei dati passa attraverso l’intelligenza artificiale che consente di democratizzare tutte le informazioni nascoste dietro ai dati. «Pur con alcune eccezioni, in Italia c’è un ritardo significativo nell’adozione di queste nuove tecnologie. C’è ancora paura e scetticismo ma questo ritardo può creare un divario difficile da colmare con gli altri competitor globali se non si ricorre in tempo all'esplorazione di queste nuove tecnologie», conclude Ruffa. (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 22/10/2025 13:09
Ultimo aggiornamento: 22/10/2025 13:14
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