TrendRoksanda rilegge l’opera della scultrice Hepworth alla London fashion week
Nella ballroom del Chancery Rosewood hotel, la stilista celebra vent’anni di carriera con una collezione che accosta silhouette architettoniche, tocchi artsy e superfici tattili
La piazza di fronte al building in marmo e ottone vede una statua di Ronald Reagan e un memoriale del muro di Berlino. Entrando, l’artista Marina Abramovic è assediata dai paparazzi. La performer è una fan di Roksanda, la designer serba che traduce il lessico della scultrice britannica Barbara Heptworth, fatto di forme organiche, tensioni tra materia e vuoto, in una serie di look che hanno l’intensità di installazioni indossabili.
Per la spring-summer 2026, silhouette decostruite e tagli architettonici raccontano un linguaggio maturo, quasi museale, ma capace di rinnovarsi. Le superfici diventano tattili: velluto bonded, rafia grezza, fil coupé che creano curve e fenditure come i celebri cut-out di Hepworth. Il tailoring è sempre più modulare. Trench di seta-wool con colletti removibili, ventagli fluidi sul retro, e un cocoon coat in bias zibeline con collo oversize che avvolge il corpo come una scultura protettiva.
La stampa si ispira al paesaggio intorno alla Hepworth wakefield gallery: fiumi, fasi della natura, tracce di acqua tradotte in pennellate su organza, crinoline architettoniche che reggono abiti leggeri come bolle. Anche il colore diventa materia viva, con accostamenti inaspettati di azzurro e cassis, cannella e rosso veneziano, e riafferma la dimensione emotiva della tavolozza Roksanda. Per celebrare l’anniversario, la stilista riporta in passerella i suoi archetipi, il Margot dress del 2012 in duchesse satin arancio e lapislazzuli, l’Anya del 2016 e il Catalina del 2022 in nuove stampe pittoriche. Un’autocitazione consapevole che non suona nostalgica, ma come atto di evoluzione coerente.
Giudizio. Il risultato è una collezione che tiene insieme struttura e morbidezza, forza e grazia. Non un semplice omaggio, ma un vero esercizio di traslazione artistica. La moda diventa scultura in movimento, e Roksanda conferma di avere un posto d’onore tra le designer che sanno parlare un linguaggio colto senza rinunciare alla seduzione del presente. (riproduzione riservata)