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Roksanda e le sculture di Phyllida Barlow

di Tommaso Palazzi (Londra)
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Una proposta Roksanda (ph Francesc Ten)
Una proposta Roksanda (ph Francesc Ten)

La fashion crowd è sferzata da un vento gelido all’arrivo sotto la torre brutalista Space house, un building circolare progettato da George Marsh, socio dello studio di architettura di Richard Seifert, costruito tra il 1964 e il 1968. Al 16° piano la vista a 360º fa da cornice allo show di Roksanda Ilincic. Le sedute sono sgabelli coperti da eleganti cuscini vagamente jap.

La collezione autunno-inverno 2025 di Roksanda si basa sul lavoro dell’artista britannica Phyllida Barlow. Su un soundtrack ipnotico che ricorda il compositore John Taverner, lo show si avvia tra costruzioni e tagli a sbieco, macro paillettes come maglie di cotte medievali, cappelli quasi surrealisti à la Elsa Schiaparelli e tanto agugliato.

I look nascono da una fusione di tecniche: oggetti di scansione come avanzi di materiali plastici, superfici specchiate e cartone, sovrapposti a pennellate decise, che evocano l’uso che Barlow faceva di materiali come cartone, nastro adesivo e vernice. Le uscite finali sono le più vicine a vere sculture di Barlow. «Lo spazio è malleabile, è un materiale, non è solo un vuoto incolmabile», una voce femminile intona in sottofondo. L’ultima intervista della scultrice, chiude il cerchio di uno show riuscito. (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 24/02/2025 19:20
Ultimo aggiornamento: 24/02/2025 19:20
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