TrendRoc(k)ocò seducente per Max Mara
Richiami a David Bowie con citazioni a Madame de Pompadour convivono nella collezione disegnata da Ian Griffiths. Tra piume di organza, decori settecenteschi di flora e fauna ed elastici fetish che tagliano la silhouette
David Bowie meets Madame de Pompadour. Da un incontro inedito prende vita la collezione spring-summer 2026 di Max Mara, in un mix dal sapore roc(k)ocò. L’icona del punk e la donna più influente del XVIII secolo trovano un punto di contatto nell’immaginario del direttore creativo Ian Griffiths che spiega a MFF di aver voluto mescolare: «La delicatezza alla forza per raccontare quella voglia di playfulness che oggi sento nell’aria. Senza dimenticare il Dna di Max Mara nei tailleur eleganti e nei trench rigorosi».
Ecco allora che la collezione prende forma in un alternarsi di sensazioni, spesso contrastanti. Si passa in un lampo dalle gonne corte di petali di organza alle giacche precise abbinate a longuette a matita fino alle giacche impeccabili e ai leggeri cappotti. E poi arriva la sorpresa di un elastico nero che taglia le vite, lasciate scoperte, con un gesto quasi feticista.
Il fascino settecentesco per i cabinet des curiosités ispira le stampe della collezione che si impossessano delicatamente dei tessuti. Ogni tipo di creatura vivente, fauna e flora, è delicatamente dipinta su strati di eterea organza. Su un trench impeccabile, un decoro sulle spalle ricorda le foglie di un acanto dorato o il piumaggio di un uccello fantastico. Un voluminoso dettaglio, simile al fregio di una misteriosa creatura marina, disegna i fianchi di una gonna a matita rigorosa. Per tratteggiare un rococò che ha il sapore di una delicatezza contemporanea.
Giudizio. Rinnovarsi senza stravolgere. «La moda deve saper regalare il sogno», ricorda Ian Griffiths. Rispettoso dello spirito della casa di moda, lo stilista si concede qualche divagazione seducente e ironica permettendo di scegliere tra anima rock e spirito romantico. (riproduzione riservata)