TrendGucci sfila con la cruise 2026 a Firenze tra gli archivi e piazza Santo Spirito
«Tracciamo un nuovo capitolo nella nostra storia», ha spiegato il ceo Stefano Cantino. In scena una collezione tra jet setter e artigianalità. Con un innegabile profumo di Demna già nell’aria
Profumo di Gucci ma anche di Demna nell’aria. In quello show cruise 2026 che ha preso vita da uno dei capisaldi della maison fiorentina, l’archivio storico nelle sale di Palazzo Settimanni, edificio del XV secolo a pochi passi dall’Arno per approdare in strada, in piazza Santo Spirito. E davanti a un wall di neon escono le nuove Gucci girls che hanno un mantra. Rocking Gucci, rocking Florence, mixando elementi della storia della fashion house con graffi da jet set. «Il modo in cui si fanno le cose conta più di quante se ne fanno», ha spiegato Stefano Cantino, ceo di Gucci. «Questa sfilata esprime in modo autentico l’identità di Gucci, nel luogo che più di ogni altro custodisce la nostra storia, l’archivio di Palazzo Settimanni, a Firenze. Oggi celebriamo la creatività, l’artigianalità e il nostro heritage attraverso un impegno collettivo, guidato da valori e visioni condivise. È grazie a questa forza comune che tracciamo un nuovo capitolo nella storia di Gucci, un’evoluzione continua, coerente con il nostro passato, radicata nel presente e proiettata con slancio verso il futuro».

Incomincia a sentirsi anche l’arrivo imminente del creativo georgiano, Demna, attualmente in forza a Balenciaga fino allo show couture di luglio per poi iniziare ufficialmente dalla doppia G. Anche se è dal giorno uno che il designer ha iniziando a interfacciarsi con il team Gucci. Saranno quelle silhouette dall’aria power, con spalle come altari, con camicie di seta dalle maniche stondate che prendono il volo. Saranno quei capelli da rockstar, increspati, vissuti, incastonati da occhiali con grandi lenti dopo notti folli tomfordiane. E quelle pellicce ipergrafiche e voluminose che sposano uno styling molto editoriale che accende i riflettori sulle bag, dive di un universo luxury, portate per un lembo della catena come una groupie, morbide opache o in pellami lucidi. Oversize con quei dettagli maison che diventano un fil rouge nella collezione, anche sui vestiti. Il monogram GG attraversa l’intera sfilata come filo conduttore, mentre la G singola viene reinterpretata e si imprime su fibbie, intarsi e tacchi.

Arrivano la borsa con mezzo morsetto e la nuova vanity bag. E debutta la Gucci Giglio, omaggio al fiore simbolo di Firenze sin dal Medioevo, disponibile immediatamente dopo la sfilata. Ma ecco che fa il suo ingresso anche la nuova collezione di alta gioielleria realizzata insieme a Pomellato e ispirata ai suoi archivi del 1984, tra pelle, oro e diamanti pavé che si fondono in una collana e in una minaudière. Sono acuti su un look che brilla nella notte, con gli abiti del finale allungati come colonne e completamente ricamati. Si alternano a capospalla come giacche da camera e polsini camicia, che inaugurano la via che dal minimalismo porta al massimalismo. Broccati, jacquard, sete e velluti, vengono proposti in chiave opulenta. Flash fluo o abiti argento come specchi. Piume sui sabot portati con trench avvitati. Il pizzo si stratifica, arricchito da strass e ricami preziosi, in un dialogo di tecniche che lancia un monito. All eyes on me.
Giudizio. Waiting for Demna. La collezione cruise del brand di Kering, tecnicamente, nasce come un ponte tra l’inverno alla primavera. Tra i climi rigidi e i primi soli. E forse siamo a una metafora, si vede la luce alla fine del tunnel già con questa sfilata dove comunque si respira il nuovo. L’arrivo del designer segnerà una bella stagione per la doppia G. (riproduzione riservata)