TrendRipensare l’«Insostenibile leggerezza dell’essere» con Alberta Ferretti
Il romanzo di Milan Kundera è il pretesto per abiti sognanti ma calati nella realtà. «I miei non sono costumi, ma vestiti pensati per essere vissuti qui e ora», spiega la stilista. Nel front row, Ashley Graham e Kelly Rutherford

«La mia moda pensa sempre a noi donne, vere e calate nella realtà». Così Alberta Ferretti ribadisce la sua filosofia dello stile a pochi minuti dall’inizio del défilé spring-summer 2025. Le sale del Museo della scienza di Milano sono in fibrillazione e vedono una messe di relle, vestiariste, camici bianchi, hair stylist e truccatori. Lo show si tiene in uno dei due chiostri costruiti tra 1600 e 1700 per il convento dei monaci olivetani. I paparazzi immportalano l’arrivo di ospiti da Ashley Graham a Kelly Ruherford, star della serie Gossip girl, fino a Virna Toppi, prima ballerina del Teatro alla Scala.

«Mi tornava in mente il titolo del famoso romanzo di Milan Kundera, L’insostenibile leggerezza dell’essere (pubblicato nel 1982 e reso celebre in Italia da un famoso programma di Renzo Arbore, ndr). Questa è l’insostenibile leggerezza della moda». Lo show inizia e subito si coglie lo spirito di una leggerezza meditata. La stilista propone una collezione impalpabile, senza peso, nella quale sono le torsioni, le plissettature, gli intagli a laser a creare un senso di preziosità.
«Fare moda è un lavoro di squadra. Servono alte professionalità e capacità artigianali che dobbiamo preservare. Le nostre collezioni nascono tutte in Romagna con maestranze esperte da generazioni», prosegue. Al bling bling contrappone il gusto della monocromia mossa e cangiante, esaltata dalla sapienza delle lavorazioni manuali. La sua è una nuova leggerezza dell’essere, in toni chiari e naturali con accenti solari di arancio e l’inevitabile nero.

Nella rinnovata lightness, i blazer sono sostituiti da bluse vaporose e ampie, le camicie si allungano, le gonne trasparenti rivelano shorts, le righe dai toni caldi ritmano la silhouette. Dopo l’ultima uscita, parte la musica indimenticabile di Lucio Battisti, una sorta di portafortuna per la creativa romagnola. Le modelle tornano a calcare il catwalk. La femminilità soft che è segno inconfondibile di Alberta Ferretti appare più lieve e allo stesso tempo concreta.
Giudizio. Fedele a se stessa, Alberta Ferretti calca sul senso di realtà. Incline al sogno, è però consapevole che gli abiti non possano essere fuga dalla realtà, evasione, esercizio di stile. I vestiti che immagina sono pensati per diventare parte dell’orizzonte quotidiano, per essere vissuti qui e ora. (riproduzione riservata)