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Renzo Rosso: «Per tutelare il Made in Italy auspico l’impegno di Giorgia Meloni»

«Dall’estero vedo un attacco alla manifattura. La premier dovrebbe intervenire direttamente», spiega il founder di Otb Che annuncia un’applicazione con Google e sulla supply chain dice: «Va dato più potere ai brand per farla evolvere». E poi su Armani considera: «È un’azienda difficile, con utili prevalenti da royalties. Penso verrà spacchettata»

di Tommaso Palazzi
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Da sinistra Stefano Roncato e Renzo Rosso al MFGS 2025 (ph Tommaso Palazzi)
Da sinistra Stefano Roncato e Renzo Rosso al MFGS 2025 (ph Tommaso Palazzi)

Tra la Corea e San Paolo del Brasile, dove si prepara ad aprire nuovi flagship store per il suo gruppo, Renzo Rosso fa tappa al MFGS 2025 e parla da imprenditore globale ma con il cuore saldo nel suo Made in Italy. A Shanghai ha inaugurato la nuova sede asiatica di Otb, dove è presente da 20 anni e da Seul, dove ha aperto «una cattedrale, il nostro negozio più grande e più bello al mondo». Al summit affronta le priorità di un sistema moda alle prese con le sfide del mercato globale, tra tecnologia, creatività e difesa della manifattura italiana. «È un momento difficile per il nostro mondo, per il lusso in generale», racconta Rosso a Stefano Roncato che lo intervista. «Manca traffico nei negozi, a livello globale siamo a meno 14%, soprattutto in Cina, dove molti mall sono vuoti. Dobbiamo lavorare in modo diverso, alzare lo scontrino medio, investire su crm e clienteling. Devi conoscere vita, morte e miracoli del tuo cliente e dialogare con lui ogni venti giorni». Un contatto diretto, potenziato anche dalla tecnologia. «ChatGpt ci dà un grosso aiuto, e stiamo sviluppando con Google un’applicazione pazzesca che spero di avere in esclusiva. È un sogno che ho da cinque anni: dialogare davvero con il consumatore finale. Ho sempre vissuto con la tecnologia, fa parte del mio dna: il primo fax in Italia l’abbiamo messo noi. Oggi la applichiamo in tutte le funzioni aziendali e i nostri manager stanno diventando addicted. Quando la usi, non riesci più a fermarti». Accanto all’innovazione, resta la creatività. «Per noi è un pilastro. Al contrario di altri grandi gruppi, ci differenziamo perché la creatività è il filo conduttore. Glenn Martens da Diesel a Margiela ha fatto cose straordinarie. Mi piace lavorare sulla creatività perché è un dialogo diretto con il consumatore finale: lo consideriamo intelligente, capace di scegliere. È un modo moderno, molto Zed, che costruisce basi solide per il futuro». Eppure il consumatore oggi cambia. «Le guerre e la politica non hanno aiutato. Dopo il Covid la gente è più propensa a spendere per star bene. Può rinunciare a un vestito, ma non al cibo bio, allo sport, alla cura di sé. Noi abbiamo comprato cliniche di bellezza e introdotto la longevity, perché oggi il benessere è parte del lusso». Una riflessione che si lega al dibattito sui prezzi. «Sì, la moda ha alzato troppo l’asticella. Noi invece abbiamo mantenuto i mark-up di una volta, e i nostri prodotti hanno prezzi più corretti rispetto ai brand paritari. Questo ci ha aiutato a soffrire meno in un periodo difficile». Sul fronte aziendale, il progetto della quotazione rimane vivo. «Non ho bisogno di soldi, grazie a Dio. Ma voglio farlo per un motivo generazionale, per i miei manager e per chi lavora con noi. Il sogno è che tutti abbiano almeno un’azione, che diventino miei soci. Voglio un’azienda trasparente, moderna, che possa andare avanti da sola». Poi il pensiero corre al cuore del sistema: la manifattura italiana. «Il Made in Italy è il nostro dna, l’80% dei brand del lusso mondiale produce da noi. Eppure vedo un attacco dall’estero e questo mi dispiace. Il governo dovrebbe intervenire. Giorgia Meloni dovrebbe occuparsene direttamente, non lasciarlo solo al ministero. Bisogna alzare la voce, dare gloria a chi lo merita». E sulle misure concrete, Rosso ha le idee chiare. «Dovrebbero dare più potere ai brand. Noi seguiamo gli artigiani direttamente, li formiamo, li finanziamo, facciamo audit interni. Ma servono regole che obblighino le aziende a seguire il processo dall’inizio alla fine. Le aziende sono strutturate, possono rendicontare. Se sbagliano, pagano. Così si tutela davvero la filiera». Dalla Cina alla Corea, la visione resta globale. «La Cina oggi soffre, il loro governo spinge il “lusso made in China”. Ma bisogna lavorare in modo diverso, creare un’interazione tra il brand e il Paese, fare capsule locali, raccontare storie. Storytelling è la chiave. Quando vado là, parlo agli studenti, racconto la mia vita, e vedo quanto si emozionano. Continuerò a investire, anche approfittando di location che oggi costano meno». E sulla Corea il tono si accende. «È il nuovo Giappone. Abbiamo aperto la filiale da tempo e ora inauguriamo un flagship enorme a Seul. Mi piace la mentalità moderna, la fluidità nei rapporti, la naturalezza con cui vivono la diversità. È un Paese open mind, mi piace dialogare con loro». Sul futuro dei poli italiani del lusso, Rosso si mostra ottimista. «Prada, Moncler, Zegna: sono tutti miei amici e li stimo moltissimo. Noi però abbiamo creato un gruppo vero, con sinergie su Hr, logistica, finanza, scouting, ma lasciando i brand indipendenti. Non voglio contaminazioni, ogni marchio deve vivere la propria storia». E sulla magnifica preda del momento, Armani, risponde senza esitazioni. «Se rimanesse italiana, sarebbe fantastico. Armani è un simbolo del nostro Paese. Ma è un’azienda strutturata in modo particolare, con utili soprattutto da royalties. È difficile da gestire, penso verrà spacchettata. Giorgio era un personaggio incredibile, ha vissuto per il lavoro e ha fatto qualcosa di spettacolare». Oggi Rosso, con il suo gruppo internazionale che riunisce Diesel, Jil Sander, Maison Margiela, Marni, Viktor&Rolf, Staff international e Brave kid, guarda oltre: «Abbiamo appena inaugurato il nuovo headquarter a Shanghai e continueremo a crescere in Asia e in America Latina. Ma il mio sogno più grande resta uno solo: che il Made in Italy sia finalmente difeso come merita». (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 22/10/2025 12:43
Ultimo aggiornamento: 22/10/2025 17:02
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