TrendRalph Lauren, un americano a Milano
«Quando ho iniziato a disegnare le mie collezioni uomo mi sono ispirato alla tradizione senza tempo, senza mai esserne vincolato». Mega evento nella sede di via San Barnaba per il designer statunitense che arriva nel capoluogo lombardo sfilando con la Purple label e la Polo. L’headquarter ospiterà eventi della nazionale Usa per le Olimpiadi

«Ho iniziato con una cravatta, anche se per me non si è mai solo trattato di una cravatta ma di uno stile di vita». Ecco le prime parole che Ralph Lauren ha scelto per accompagnare il suo show a Milano, scritte su un biglietto che attendeva gli ospiti al loro posto. Il designer americano non è venuto, ma è presente il suo mood. L’headquarter in via San Barnaba del designer nel capoluogo lombardo si trasforma in un giardino dove vanno in scena le collezioni per l’autunno 2026, con un inizio firmato Polo Ralph Lauren e a seguire la Purple label, etichetta che ritorna visto che in passato aveva già calcato le passerelle proprio sotto la Madonnina. E per l’occasione, si sfila davanti a un parterre molto hollywoodiano da Liam Hemsworth e Colman Domingo, Benito Skinner e Morgan Spector, passando per Nick Jonas, Noah Schnapp, Henry Golding e Tom Hiddleston.
«Quando ho iniziato a disegnare le mie collezioni uomo mi sono ispirato alla tradizione senza tempo, senza mai esserne vincolato», ha continuato Ralph Lauren, «quello che creo prende vita nei vari mood che propongo. L’eleganza disinvolta di Purple label e lo spirito preppy rivisitato di Polo riflettono esattamente i miei mondi, ciò in cui credo». La divisione delle due etichette non volutamente sempre netta, ci sono codici che ritornano con preziosità diverse, ci sono momenti in cui lo streetwear si eleva per la sera e il mondo più sofisticato cede a un daywear morbido.

L’incipit sportivo mescola icone tradizionali e del classico abbigliamento del workwear. Con dettagli camou e quella vena western che da sempre contraddistingue il marchio. Passando per uno mondo più urbano che mixa tocchi heritage, grazie a maglio da montagna, stivali da trekking ed elementi heritage. Ma ecco ricordi college e baseball, cappelli da rodeo portati con giacche precise quando si passa verso la linea ammiraglia. Con tute strette da cinture con i celebri turchesi wester. Fino a una sera elegante che vede la chiusura affida a un modello d’eccezione, Tyson Beckford, uno dei volti storici della maison. Perché il fascino non ha tempo.
Giudizio. «Lo stile americano è una questione di self-confidence e personalità. Rappresenta la libertà di vivere a modo proprio e di esprimere pienamente se stessi». Ancora le parole dello stesso Ralph Lauren segnano il passo creativo di un’immagine che ha lasciato la sua traccia precisa. Riconoscibile, dal forte storytelling. Sarebbe bello che rimanesse con l’uomo a Milano, dove questo racconto sembra pronto a respirare a pieni polmoni. (riproduzione riservata)