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Romanticismo teatrale per Nina Ricci by Reed

Tra opulenza dosata e pura tensione scenografica, il designer parla di una femminilità dove alta moda, istinto e boldness si fondono

di Donato D’Aprile (Parigi)
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Un look Nina Ricci fall-winter 2026/27 (ph Donato D'Aprile)
Un look Nina Ricci fall-winter 2026/27 (ph Donato D'Aprile)

Durante la settimana della moda parigina, Harris Reed continua a portare avanti la sua visione per Nina Ricci con una collezione autunno-inverno 2026 che amplifica il lato più teatrale e sensuale della maison. L’immaginario si muove tra costruzione sartoriale e gesti scenografici, costruendo un racconto in cui la silhouette si fa protagonista indiscussa. Reed lavora sulle proporzioni. Le spalle si ampliano, i busti si stringono e le gonne si aprono in volumi molto più che teatrali, letteralmente tra passerella e palcoscenico. Cappotti animalier segnati in vita da cinture costruiscono una silhouette da vera femme fatale, mentre abiti neri in tulle e organza costruiscono volumi scenografici che inevitabilmente catturano lo sguardo. Un vero e proprio ossimoro tra rigore e fluidità.

Affilatissimi blazer si aprono su trasparenze leggere, mentre gonne ampie e stratificate convivono con maglieria morbida e avvolgente. Il guardaroba prende forma attraverso una palette intensa e materica. Il nero domina, rafforzando la dimensione drammatica della collezione. E ancora, blu elettrico in mashup con jacquard dorati. Interessante anche il modo in cui Reed dialoga con l’eredità della maison. Piuttosto che citare direttamente il romanticismo di Nina Ricci, tutto viene riletto attraverso un linguaggio più contemporaneo.

L’eleganza qui non è fragile né nostalgica. È forte, sicura, performativa. Il risultato è una collezione tra glamour e drama, tra couture e modernità. Reed dimostra di avere una visione molto chiara della femminilità. Una donna che non teme il volume, il gesto e la teatralità. Il romanticismo diventa spettacolo e la passerella si trasforma in una vera mise-en-scène.

Giudizio. In un momento in cui la moda sembra spesso inseguire la semplicità, Harris Reed sceglie invece la strada opposta. Quella del gesto, del volume, dell’emozione visiva. Ma il futuro del romanticismo può davvero essere così spettacolare? (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 06/03/2026 19:00
Ultimo aggiornamento: 06/03/2026 19:09
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