TrendIl caos poetico creato da Junya Watanabe
Tra denim e broccati, workwear e maglieria rétro, il brand nell’orbita di Comme des garçons infiamma con un mix che sfida le regole
Per Junya Watanabe l’apparente e spesso temutissimo caos si fa poesia. Il designer giapponese nell’orbita di Comme des garçons torna a Parigi con un esercizio di libertà che sembrerebbe dire adieu alla coerenza e al perbenismo estetico. Il denim? Va con la giacca. E non importa se i pattern sono diversi, il match tra broccati, floreali e righe risulta paradossalmente perfetto, con un’allure di follia sensata. Poi, pantaloni a sigaretta con cut al malleolo e flare cropped segnano la fine dell’oversize e dell’extra volume come dogma.L’abito per lui si stringe, si asciuga. L’uomo Watanabe torna a scoprire le proporzioni, quelle che seguono i corpi.
Eppure, come in un gioco di specchi, l’oversize non scompare. Rieccolo nelle camicie foulard che scivolano come drappi e in quelle che si aprono sul retro con un gesto teatrale. La pelle domina tra trench e layering tecnici, mentre il workwear viene hackerato e restituito come divisa urban, con catene e dettagli che riprendono quell’iconica techno couture che da sempre racconta il brand.I maglioni spaziano attraversp citazioni ai capi statement anni 80 e 90, tra pecorelle, fattorie e paesaggi bucolici, ma contaminati da tocchi glam-rock. Del resto, perché non rendere omaggio ancora una volta a Diana Spencer? E poi c’è il colore. Un match acceso di giallo ocra, arancio, rosso vivo, per un mix cromatico più che d’effetto. Watanabe presenta un guardaroba che non cerca di piacere a tutti, ma di parlare chiaro a chi sa leggere i codici e viverli senza filtri.
Giudizio. Una collezione che ridefinisce il concetto di armonia, dove il mix and match diventa dichiarazione di indipendenza. (riproduzione riservata)