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Le Americhe spingono le vendite Prada (+5%). Ma cala la redditività

Il gruppo milanese archivia il semestre a quota 3 miliardi con un trend di progressione dalla primavera e un boom del Nuovo continente (+37%). Soffre ancora il Medio oriente (-24%). L’utile netto passa da 386 a 327 milioni (-15%). Versace chiude a 305 milioni in attesa del debutto allo stile di Pieter Mulier

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La campagna fall-winter 2026 di Prada (courtesy Prada)
La campagna fall-winter 2026 di Prada (courtesy Prada)

Ventiduesimo trimestre consecutivo di crescita per il gruppo Prada, che segna un miglioramento delle vendite rispetto al primo quarter, a fronte però di una diminuzione della redditività. La società ha archiviato il periodo con ricavi netti poco sopra i 3 miliardi di euro, in progressione del 16%, cifra corrispondente a un +5% organico (escluso il contributo di Versace), con secondo trimestre a +7% rispetto al +6% dei primi tre mesi dell’anno. In riduzione l’utile netto, passato da 386 a 327 milioni (-15%) a fronte di un ebitda adjusted in flessione da 619 a 530 milioni e di un ebit passato da 608 a 523 milioni. Un andamento che conferma le stime degli analisti, che avevano previsto un secondo trimestre caratterizzato da un lieve miglioramento delle vendite e redditività destinata a risentire dell’effetto cambi, dei maggiori investimenti in marketing e del contributo diluitivo dell’integrazione di Versace.

A doppia cifra la crescita del retail che sale del 12% a 2,6 miliardi, +3% organico su una base di confronto del +10% nello stesso periodo del 2025. Il secondo trimestre, nello specifico ha visto un’accelerazione del 5% organico, nonostante un impatto più marcato del conflitto in Medio Oriente. 

A livello di marchi Prada ha messo a segno un +3% nel retail, in ulteriore rafforzamento a +6% nel secondo trimestre, trainate da like-for-like e full price, mentre Miu Miu chiude a sua volta a +3%, con un secondo trimestre in linea con il primo, a fronte di una più marcata esposizione al Medio Oriente e di una base di confronto del +40% nel secondo trimestre del 2025, segnale di un processo di normalizzazione in corso. Performance in linea con le aspettative per Versace, con ricavi netti pari a 305 milioni di euro nel semestre in attesa del cambio di passo dettato dall’arrivo on board alla direzione creativa, il 1° luglio, di Pieter Mulier.

«In uno scenario geopolitico e macroeconomico turbolento, abbiamo continuato a eseguire la nostra strategia con rigore», ha sottolineato Patrizio Bertelli, presidente e amministratore esecutivo del gruppo. «Il costante impegno verso l’eccellenza del prodotto, supportato da artigianalità e creatività, da sempre elementi imprescindibili, ci ha consentito di raggiungere 22 trimestri consecutivi di crescita organica. Il contesto rimarrà incerto. Dobbiamo rimanere agili e innovare costantemente, facendo leva sulla nostra struttura industriale e mantenendo un equilibrio tra disciplina nel breve termine e visione di lungo periodo».

Primo mercato resta l’Asia-Pacifico a quota 922 milioni (+15% a cambi costanti), seguita dall’Europa a 752 milioni (+5%), dalle Americhe a 572 milioni (+37%) grazie alla domanda locale, dal Giappone a 288 milioni (+6%) e dal Medio oriente che, penalizzato dal conflitto in corso, perde il 24% a 98 milioni. 

«Chiudiamo il primo semestre con risultati solidi, sostenuti da un secondo trimestre in accelerazione dopo un buon avvio d’anno», ha aggiunto l’ad Andrea Guerra. «Prada ha registrato una performance molto positiva nel secondo trimestre e continueremo a investire su prodotto, retail e comunicazione per accompagnare il marchio verso il suo pieno potenziale. Miu Miu ha confermato la propria rilevanza e desiderabilità, forte di un percorso solido e coerente sviluppato negli anni, nonostante una base di confronto ancora impegnativa. L’ingresso di Pieter Mulier in Versace», ha concluso, «segna l’inizio di un nuovo percorso creativo per il marchio, e siamo entusiasti di accogliere il suo talento e la sua visione all’interno del gruppo».

Grazie alla solida generazione di cassa, la società ha chiuso il periodo con un indebitamento netto pari a 693 milioni di euro, dopo il pagamento di dividendi per 403 milioni di euro e capex per 247 milioni. (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 30/07/2026 13:01
Ultimo aggiornamento: 30/07/2026 16:21
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