TrendPlanet Louis Vuitton
Siderale, grunge e sport si mescolano con citazioni al lavoro di Nicolas Ghesquière E una serra-astronave scelta come allestimento. Mega sfilata con 4 mila ospiti per festeggiare i dieci anni del designer alla guida del womenswear nella maison di Lvmh

Quello che ha sempre colpito in questi dieci anni era stata la cura per i dettagli. E anche questa volta Nicolas Ghesquière non si smentisce, festeggiando con un mega show la sua prima sfilata per Louis Vuitton, dove segue la donna, andata in scena esattamente lo stesso giorno di dieci anni fa, il 5 marzo del 2014. E sempre nella stessa location, il Cour carrée del Louvre, davanti a un pubblico di 4 mila ospiti con invitati gli stessi dipendenti della fashion house del gruppo Lvmh. Oltre a uno stuolo di celebrity e ambasciatori web. Ad aprire il défilé dieci anni fa era stata la super top danese Freja Beha Erichsen, in un cappotto di pelle nere, stivali clean e in mano una Petite malle, versione big dei celebri bauli da viaggio. Aveva rappresentato uno statement di stile che non ha mai tradito. E in effetti di strada ne è stata fatta.

Oggi si guarda avanti. Sarà anche l’allestimento-astronave dello show, dato che il paesaggio della sfilata ricorda una grande serra in cui vari elementi danno l’impressione di un ambiente senziente e futuristico. Piattaforme rialzate di ardesia nera frantumata, minerali, cristalli di sale e vetro formano sacche di terreno extraterrestre, mentre una rete carica di cavi visibili che collega le pareti della serra a 13 grandi lampadari modulari richiama alla mente un sistema di dati ed energia elettrica. Insieme, questo evoca l’immagine di una struttura autosufficiente con il grande lampadario centrale come principale fonte di energia. Sopra la testa volano droni al di là dei vetri, illuminano come robot da un film di fantascienza.

La musica techno diventa ipnotica, il grande sole hi-tech è un cuore che pulsa di luce e scariche elettriche che vibrano nell’aria e attira come satelliti le girls vestite con tutto il mondo Ghesquière. Con citazioni riviste al suo decennio. Tra silhouette ipegrafiche aliene e femminilità manga e non binary, su cui non si è mai fatto mistero. Ma ecco anche le celebri marsine ricamate che si affiancano allo sport, a tagli profondi nel capospalla, ad abiti da sera che mixano strutture sospese e piume di tessuto come fosse un uccello siderale. Tra cappelli di lana e abiti da sera, tra neoprene e grunge spaziale, fino a trompe l’oeil che dalle borse sale sugli abiti.
Giudizio. Show potente, collezione al top, immagine complessiva che lascia il segno. L’estetica di Nicolas Ghesquière è davvero strong e ribadirla con l’occasione dei dieci anni è azzeccato. Ma non è una retrospettiva, perché l’occhio del designer di casa Louis Vuitton guarda sempre avanti, come dice lo stesso Ghesquière in una lettera che lascia sul posto per gli ospiti. «Eravate con me, il 5 marzo 2014, una mattina. Siete di nuovo qui con me oggi, questa sera. Domani». Il viaggio continua. (riproduzione riservata)