TrendPignatelli sfila nel nuovo headquarter milanese
Il gruppo rafforza la presenza nel capoluogo lombardo con una sede che raddoppia gli spazi dello showroom esistente. Nella strategia di crescita ora il focus è sul womenswear

«Vogliamo dare al brand un’impronta più internazionale», ha dichiarato Francesco Gianfala, proprietario dell’azienda. La nuova sede milanese, che raddoppia gli spazi dello showroom esistente, ospita ora anche gli uffici direzionali, consolidando la presenza del gruppo in una delle capitali globali della moda. L’espansione di Pignatelli non si limita tuttavia alla dimensione fisica. Il brand ha infatti avviato un percorso di diversificazione, puntando con decisione sul segmento femminile. «Nell’immaginario collettivo Pignatelli è storicamente legato agli abiti da cerimonia maschili», ha aggiunto Gianfala. «Con la linea Atelier intendiamo ampliare questo posizionamento e rivolgerci anche al pubblico femminile, protagonista di questa collezione».
Alla guida creativa del progetto Jean Luc Amsler, che ha intrapreso un lavoro di rinnovamento nel segno della continuità. «Quando ho iniziato questa avventura ho riconosciuto il valore del marchio, ma anche la necessità di un’evoluzione», ha spiegato il designer. «Viviamo in un contesto in rapido cambiamento e la moda deve sapersi adattare». La collezione, intitolata La passeggiata della Contessa, trae ispirazione dalla figura della Contessa di Castiglione, riletta in chiave contemporanea. Ed è stata presentata proprio negli spazi del nuovo headquarter milanese. Il lavoro creativo si sviluppa a partire dall’archivio storico del brand, reinterpretato con un linguaggio attuale, senza perdere il legame con l’heritage italiano che contraddistingue Pignatelli.

Elemento centrale della proposta è l’approccio sostenibile, declinato attraverso pratiche di upcycling. I capi nascono infatti dal riutilizzo e dalla rielaborazione di materiali già esistenti. Alcuni capi vengono modificati e mixati, altri realizzati interamente con tessuti provenienti dall’archivio della maison. «Per questa collezione non abbiamo acquistato nulla di nuovo, ma utilizzato esclusivamente le scorte disponibili», ha sottolineato Amsler.
Una scelta che riflette una visione più ampia sul futuro del lusso. «Oggi è fondamentale prestare attenzione all’evoluzione dei consumi e al contesto globale», ha concluso il direttore creativo. «I marchi devono dare l’esempio, dimostrando che è possibile innovare e creare valore nella moda senza generare sprechi». (riproduzione riservata)
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