TrendPierre Cardin viaggia in una Venezia futurista
Il brand immagina un’utopia spaziale chic. Tra mantelle in vinile e jumpsuit di neoprene che proiettano nel domani
Tutti in laguna. Ma non è la Venezia che conosciamo. O meglio, è la sua versione futurista, come l’avrebbe immaginata il couturier Pierre Cardin che appunto era originario di questa regione. Un maxi schermo proietta le immagini di vaporetti, navicelle spaziali e ponti sospesi in un ventaglio di colori sovraesposti all’interno del flagship storico di Cardin in rue du Faubourg Saint-Honoré e all’esterno, dove altre ospiti sono seduti, proprio di fronte al palazzo dell’Eliseo. Per restare in tema sfilano baute e tricorni, mantelline a nastri variopinti da giullare e cappelli di tutte le forme, alcuni di proporzioni esagerate, che danno un accento più forte ai look. La palette mixa giallo e viola, fucsia e salmone, i bluette e quegli squilli di rosso che creano un legame con il pittore veneziano Vittore Carpaccio.
Giudizio. Non sempre facili da portare, i vestiti possono tuttavia scomporsi e vivere vite parallele. Le mantelle, le giacche dalle maniche trapezoidali solcate da accessori e decori vinilici, insistono sulla visione interstellare della collezione. Una silhouette verticale issata su leggins brillanti.
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