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Philosophy tra le donne di Hitchcock

«Sfila un flair anni 50, ma senza alcuna connotazione nostalgica», spiega Lorenzo Serafini. Che studia sperimentazioni hi-tech per trompe-l’œil che riproducono lane maschili su neopreni giapponesi

di Margherita Malaguti
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Un look Philosophy fall-winter 2024
Un look Philosophy fall-winter 2024

«Sono partito da un flair anni 50, ma con la volontà di togliere tutto ciò che sarebbe potuto sembrare nostalgico, retrò, vintage. Per trasportarlo nell’oggi». Così Lorenzo Serafini racconta a MFF nel backstage la sua ultima prova per Philosophy, immaginata per celebrare le donne del regista Alfred Hitchcock, i suoi capolavori thriller. E il designer diventa il master of suspense delle passerelle milanesi. Perché sulla pedana del brand di Aeffe, si respira una certa tensione mentre si cerca di afferrare la vera natura di stoffe inedite, che non sono quello che sembrano.

«Ho riguardato le pellicole di Hitchcock con occhi diversi. Ho voluto giocare con queste silhouette estremamente grafiche che si stagliano su sfondi cinematografici, interni o landscape totalmente vuoti. E costruire la nettezza di queste immagini all’interno della collezione», ha spiegato Serafini. «Ma in materiali innovativi, tecnologici, un po’ sci-fi. Perché tutto ciò che nel passato poteva riguardare lane pesanti e bouclé è stato trasformato in neopreni giapponesi su cui abbiamo stampato texture di lane maschili. Ciò che potrebbe risultare un tessuto classico da uomo è invece un trompe-l'œil su capi sfoderati, con la versatilità di una felpa». Sfilano look per femmes indipendenti, mai vittime e sempre protagoniste della scena. «È un messaggio di empowerment senza dover parlare di power dressing né di sessualità esibita. C’è invece qualcosa di estremamente intimo e chic, tutto il contrario del loud e dello sfacciatamente sexy».

In questo lavoro tattile e materico, si annullano la pesantezza, le costruzioni difficili. Per un’ode al comfort come elemento indispensabile del guardaroba contemporaneo che deve rispondere alle esigenze di praticità della vita reale. «Pezzi che non portino ad attitudini vecchie, ad atteggiamenti costretti», ha chiosato Serafini che anche per la sera, non abbandona le sperimentazioni. Ecco un jersey con fiammature mannish, quindi tempestato di micro perle. Un feltro battuto è laccato con effetto pull-up e più lo si porta, più si manifesta la sua bellezza di sfumature sorprendenti. «Un piccolo feticcio è il towel-dress e le wrap skirt, le gonne a portafoglio come omaggio alla scena della doccia del film Psycho. Come piccoli asciugamani ripensati in doppie duchesse che di solito vengono usate per scarpe e borse, quindi dalla pesantezza accentuata. E in colori brillanti, in contrasto con una palette di neutrals», ha concluso il creativo. Che continua la collaborazione con Malone Souliers per le calzature, tra flats mascoline e décolleté a punta. 

Giudizio. Ciò che colpisce è oggi il dinamismo del guardaroba di Philosophy. Dove Lorenzo Serafini sa prendere il meglio delle reference d’antan che sposa. E dà prova di come sia possibile portarle nel presente per una nuova, moderna rilevanza. (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 23/02/2024 14:08
Ultimo aggiornamento: 23/02/2024 19:07
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